Luisa e S. Annibale M. Di Francia
Sulla Santa Obbedienza di scrivere

Durante i suoi 82 anni di vita terrena che Luisa chiamava esilio, piu confessori si sono succeduti, uno dei quali era S. Annibale Maria Di Francia, in qualita' di Censore degli scritti, per Volonta' dell’Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie S. Ecc. Mons. Giuseppe M. Leo.

Ecco quanto scrive lo stesso San A.M. Di Francia in una delle sue lettere in data 15-10-’926:

                                                                              J.M.J.A.
15-10-1926
Figlia benedetta in G.C. Nostro sommo Bene,
Sua Eccellenza Mons. Arcivescovo di Trani, cui voi appartenete, mi ha data giurisdizione su di voi in ordine, ai vostri scritti e alla pubblicazione degli stessi, di maneggiarvi cioe' e di disporre la detta pubblicazione; come credo di giusto (sue parole).

Queste facolta' abbracciano tutto quanto avete scritto finora, e tutto quanto scriverete in avvenire.

Il sullodato Mons. Arcivescovo, si e' benignato di riporre tanta fiducia in me per questa faccenda - cosi' disponendo Gesu' benedetto - che mi nomino', come sapete, Revisore Ecclesiastico per le stampe delle sue tre Diocesi, e giunse ad impegnarsi di mettere l’autorevole suo Imprimatur al mio Nulla osta; e cio' ha cominciato a fare senza nemmeno esaminare un solo volumetto!

Da cio' potete bene argomentare che tutto e' stato Volonta' di Dio, e che voi, circa il doppio argomento di voi in ordine ai vostri scritti, e di detti scritti presenti e futuri, siete perfettamente sotto la mia esclusvia obbedienza.

Lasciamo stare che qualche cosa di simile si vede nelle recenti Rivelazioni; ma al di sopra di queste, c’e la concezione delle su accennate facolta' sul conto vostro e degli scritti, per parte dell’Autorita' Ecclesiastica accordatomi.

Ho detto esclusiva obbedienza mia, perche' due Direzioni in una medesima azienda non possono ammettersi, perche' con gli inevitabili dispiaceri che potrebbero sorgere, non si potrebbe andare piu avanti.

Cio' non toglie pero' che io non abbia alle volte, a far tesoro delle osservazioni che possa farmi il mio carissimo Sac. Benedetto Calvi del quale ho ammirato la gran premura che prende di voi e delle preziose rivelazioni, e nessuna gelosia provo che egli, quelle che avverranno, le legga anche prima di me, e mi dia i suoi pareri, mi faccia le sue osservazioni e simili.

Quello che importa anzitutto nello svolgimento di questo affare, si e' che voi, egli, ed io, preghiamo umilissimamente e fervorosamente il Sommo dio Padre dei lumi, l’adorabile Gesu Cristo signor Nostro amorosissimo la Santissima Vergine Maria, i nostri Santi Angeli ecc. ecc. perche non abbiamo ad errare in cosa cosi' delicata; ma una luce divina assista e Scrittrice ed interpreti e Compilatore, in modo che ne piu' ne meno si esca dai termini della Divina Rivelazione, che in tutto deve essere conforme alla divina prudenza con cui si debbono accogliere e trattare simili eccelse Rivelazioni sovrannaturali che possano pel canale umano, non sempre totalmente sgombro da subbiettive imperfezioni non colpevoli, ma accidentali: come insegnano i Mistici.

Percio' abbiamo gran bisogno di pregare indefessamente!

Non possiamo predere una missione cosi' importante con leggerezza e superficialita'.

E dobbiamo tener presente quante volte in queste Rivelazioni Nostro Signore vi ripete di essere attenta a scrivere fedelmente cio' che Egli rivela, che il senso di cio' che dice non ne venga alterato, e che una parola differente, o una virgola di piu o di meno, o fuori posto, possa alterarlo, pur non volendo.

Dobbiamo anche tenere presente le replicate lagnanze di Nostro Signore Gesu Cristo benedetto, in quanto che vi comanda di nulla trascurare di quanto vi rivela e vi dice, sia pure le piu minute cose, e voi non lo fate esattamente.

Quanta pazienza a avuto Gesu' con voi sul grande amore che vi porta e pel grande amore con cui Lo amate! Ed io spesso Lo lodo e Lo ringrazio e benedico, da parte vostra, di tanta pazienza che a con voi!...

Mi avete scritto, poco tempo fa che avete paura delle obbedienze che io vi possa dare.

Ma e' tempo ormai che diate bando a queste paure dell’amor proprio, e a qualsiasi ritegno o ripugnanza quando si tratta della Gloria di Dio e bene delle anime.

Finora vi siete formata un’idea formidabile della S. Obbedienza, fino a paragonarla, quasi ad una tiranna. Ma e' tempo di cambiare linguaggio. Figuratevi la nuova Obbedienza invece siccome una Madre sviscerata la quale ha una figlia unica che ama amorosamente, e tutto il suo impegno e' di crescerla santa, di renderla tutta di Gesu', rete di anime nella S. Chiesa, strumento docilissimo nelle mani di Dio. Questa Madre per quanto tenera e sviscerata in amore verso quest’unica figlia, questa Madre che ha la sua origine dal Cuore stesso di Gesu, pure sara' forte nell’usare, per la buona riuscita dell’amata figlia, tutti i mezzi opportuni, conducendo allo scopo, ne dovra' lasciarssi vincere o inceppare dai lementi, o lagrimucce, o fanciullesche ritrosie della tenera figlia.

Il gran Signore di questa Madre sta in lontane regioni, le affido' la figliuolina affinche' detta Madre tenera e forte gliela cresca a verace santita', perfetta osservante dei comandi di essa Madre fino ad esserne totalmente passiva, e quando il gran Signore tornera' per costatare la felice riuscita della figliuolina, e la trovera' matura nella S. Obbedienza, ed avra' cosi esauriti tutti i suoi disengni delcompimento del terzo Fiat, allora si riconsegnera' la prediletta creatura, e dopo averla sposata nella consumazione del suo Divino Volere, se la condurra' alle nozze eterne.

Tutto cio' considerato, bisogna che voi, figliuola carissima in G.C., facciate la S. Obbedienza non per forza e con pena, ma con animo generoso e con gioia ed allegrezza santa sapendo di compiere cosi la Divina Volonta' e di cooperare alla Gloria dell’Altissimo, alla maggior consolazione del Cuore di Gesu e al maggior bene delle anime.

Ma veniamo alla pratica, e come si va manifestando l’adorabile Volonta' di Dio sul conto vostro.

Sono pochi giorni che io, leggendo i vostri scritti, fermavo la mia attenzione sulle notevoli distanze di data tra un capitolo e l’altro. Voi sorpassate alle volte dieci, quindici giorni tra l’uno e l’altro. Possibile, pensavo tra me, che in questi lunghi intervalli nulla e avvenuto tra l’anima e Gesu'? Cessano per cosi' lungo tempo le divine comunicazioni? Nulla vi e' da riferire in questi frattempi? Chi sa quante cose l’anima tace!

Mentre cosi' pensavo, ecco che mi capita il capitolo del 4 Maggio 1906, pag.22 del 7 volumetto, e leggo queste parole che Gesu' vi dice:

"Figlia mia, voglio che sii piu precisa, piu esatta,
che manifesti tutto nello scrivere, poiche' molte
cose le sorpassi, sebbene che per te le prendi
quantunque non le scrivi; ma molte cose che tu
tralasci, dovrebbero servire per gli altri.

In vista adunque della Divina Volonta' che qui si manifesta e che tante volte si e ugualmente manifestata, io, nel Nome Santissimo di Gesu' e con l’autorita' che mi e' stata conferita dal vostro legittimo Superiore Ecclesiastico, vi dono assoluta e forte obbedienza perche giorno per giorno, notte per notte, volta per volta, scriviate precisamente, tutto quanto avviene tra voi e Gesu'!  siano anche le cose piu intime!....

Voi mi direte: ma e Gesu' che alcune volte non si fa verdere, e non mi dice nulla, allora che posso scrivere? Scriverete il vostro patire giorno per giorno, siano pure poche parole. Ma l’obbedienza riguarda specialmente quando Gesu' vi parla di non tralasciare nemmeno una virgola.

Vi ho detto il paragone delle perle preziose, e voi soggiungeste che il Signore vi aveva paragonato le sue parole a brillanti preziosi, di cui neppure uno deve andare smarrito!

Io credo che una delle ragioni per cui alle volte Gesu' Diletto lascia passare notti senza apparirvi o senza parlarvi sia appunto perche' siete un po’ volontariamente trascurata a scrivere tutto, Vi vuole in questo piu fedele.

Ogni parola di Nostro Signore e piu' che perla, e piu che brillante! Noi non sappiamo per quali anime future che sono nella mente divina, Nostro Signore dice alcune parole, e le vuole scritte pel bene di quelle anime!

Come potete voi defraudarlo? Notate pure che non solo le sue parole dovete trascrivere esattamente, ma pure le infusioni della sua luce, anche che vi fa comprendere senza parlare.

Ho ragione di credere che quando voi sarete, come spero che gia' lo siete, nelle migliori disposizioni per eseguire queste obbedienze esattamente, si moltiplicheranno le divine comunicazioni, e ogni nuova parola chi sa quante anime dovra' santificare e salvare! Chi sa quanto piu' presto fara trionfare il terzo Fiat!

Siate generosa con Gesu' anche in questo come lo siete nel patire, e Gesu' sara piu generoso con voi nel consolarvi.

Adunque disponetevi non solo a fare perfettamente questa santa Obbedienza ma a farla con gioia - almento da parte della volonta' - e non vi manchera' il gaudio dello Spirito Santo nel farla.

Intanto vi do pure obbedienza che quando avrete terminato di scrivere il 20 volume, mi avvisiate affinche' io lo possa rilevare, approvi il mio nulla osta e far mettere l’Imprimatur da Sua Eccellenza Mons. Leo Arcivescovo di Trani.

Questa mia lettera potete liberamente farla leggere al Rev. Padre Benedetto, Poi la conserverete.

Intanto preghiamo, e pregate voi che Nostro Signore vi faccia sentire tutto il gusto della Santa Obbedienza fatta per suo amore, o comunque farvela eseguire generosamente.

La risposta della presente potete mandarmela in Messina presso l’Orfanotrofio Antoniano. E non mancate di mettervi sopra la parola: Personale.

Vi benedico assieme alla vostra buona sore!lla Angelina, e nei Cuori Santissimi di Gesu e di Maria mi dico:

Oria, li 15 Ottobre 1926
(giorno della gloriosa S. Teresa di Gesu')

[Appendice a questa lettera]
Giusto stamane, dopo terminata la presente, seguitando a leggere il volumetto 7, a pag. 80, Ottobre 13, leggo: "Sentendo nominare da Gesu' la parola desideri, gli o detto: Mio Sommo Bene, il mio desiderio sarebbe che non vorrei scrivere piu; quanto mi pesa! Se non fosse pel timore di uscire dal tuo Volere e dispiacerti, ma lo farei. E Lui, troncando il mio dire a soggiunto: Tu non lo vuoi, ed io lo voglio; quello che ti dico tu scrivilo per ubbidire; per ora serve di specchio a te e a quelli che prendono parte alla tua direzione; verra' tempo che servira di specchio agli altri: sicche' tutto ci' che tu scrivi detto da me, si puo' chiamare: specchio divino. E tu vorresti togliere questo specchio divino alle mie creature? Badaci seriamente figlia mia, e col non scrivere tutto non voler restringere questo specchio di Grazia."

Badateci dunque seriamente!... e non vi dispiacete della svisceratissima Madre!...Ma eseguite con gaudio i suoi ordini! Lo vuole Gesu'!

Padre Annibale Di Francia