Raccolta di Lettere
Inviate da Santo Annibale Maria Di Francia
alla Serva di Dio Luisa Piccarreta

Indice per Argomenti e Riferimenti

        Argomenti e/o Riferimenti                                      Lettera n.

  • Case e Suore del Divino Zelo

5, 10, 11, 13, 15, 17

  • Censore Ecclesiastico per la stampa degli Scritti

6, 8

  • Conditioni di salute e sofferenze interiori di S.Annibale

5, 9, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20

  • Confessori of Luisa

2, 5, 8, 9, 11, 16

  • Coroncina della Divina Volonta’

13, 14, 15

  • Desiderio di nascondimento di Luisa

10, 18

  • Dottrina della Divina Volonta’ – commenti di S.Annibale

1, 2, 13, 16

  • I primi Volumi – struttura dei contenuti secondo S. Annibale

11, 14

  • Nihil Obstat e Imprimatur sugli Scritti

6, 7, 8, 10

  • Novena di Natale – commenti di S. Annibale

13

  • Obbedienza

5, 6, 8, 9

  • Pia Unione Unoiversale dei Figli della Divina Volonta’

13, 14, 15, 17, 18

  • Preghiera e Meditazione

2, 8, 10, 17

  • Preghiere e speranze di S. Annibale per la sua guarigione

16, 19, 20

  • Quaderno di Memorie di Infanzia di Luisa

4, 5, 9

  • Rabbia del demonio contro la Pubblicazione defli Scritti

13, 15, 16, 18, 19

  • Riferimenti a specifici Capitoli dagli Scritti

3, 8, 11, 14

  • Riferimento a Melanai Calvat (veggente di La Salette)

19

  • Riferimento a un miracolo operato da Luisa

20

  • Stampa e Pubblicazione degli Scritti

1, 2, 7, 9, 10, 11, 13, 14, 15, 18, 19

* * * * *

1. Carissima nel Signore,

Vi mando il penultimo foglio. Sto rileggendo nella mia meditazione della mattina il Volume 17. Il Volume 13 già lo lessi prima.

Le rivelazioni sulla Divina Volontà sono sublimi! Il trattatino manoscritto della Sig.na vostra amica l’ho dato al Revisore ecclesiastico, e (con) questi incontrai qualche difficoltà su certi punti: per es. le parole della consacrazione che Nostro Signore ripete sulle anime sue Ostie, e altri punti. Li mortificherò alquanto e spero stampare tutti i capitoli dell’Orologio.

Una persona di un città mi domanda 50 coppie della nuova edizione. Io spero venire in Trani nel mese di giugno se Dio vuole. Ho una causa in Palermo che dovrà decidersi il 2 Giugno. Vi prego di pregare!…Si tratta che perderemo ingiustamente, per opera della Massoneria, 70 mila lire! Tutte le ragioni per noi! Pregate!

Bacio le mani al vostro Confessore.

Venendo in Corato, se Gesù vorrà, debbo fare varie osservazioni a voi e al Confessore su certi punti del 12° e 13° libro.

Ma la dottrina mi sembra sublime e divina!

Vi benedico insieme a vostra sorella e mi dico,

Vostro in G. C. e nella Divina Volontà
Canonico A.M. Di Francia

2. Messina, li 20 Maggio 1924

Ho commissionato la carta per 5 mila copie di tutti i trattati della Divina Volontà, ho forse un bel volume che si stamperà nella nostra Tipografia nella Casa Maschile con la macchina.

Preparatemi tutta la materia da stampare.

Stamani ho ricevuto una cartolina inviata dalla rinnovata Libreria Editrice Pontificia di Roma con la quale mi domandano 100 copie dell’Orologio della Passion, 4° Edizione col Trattato sulla Divina Volontà! Come l’hanno saputo? Io no lo so! E’il buon Dio che lavora. Noi qui stiamo affrettando il lavoro! Pregate!

3. Stimatissima nel Signore,

Vi ho già spedito le due bottigline di quell’inchiostro che mi avete domandato per la penna stilografica. Scrivetemi se vi bisognano cartolari. Io spero, se il buon Gesù vuole, spero nel suo Divino Volere di venire nel Continente verso gli ultimi giorni di Luglio. Col treno in ferrovia non posso più viaggiare, perché mi si gonfiano le gambe, e vedrò di arrivare a Taranto col vapore di mare, e poi da Taranto ad Oria e da Oria a Trani come viaggi di poche ore, e pazienza. Parmi che si avvicini il tempo della partenza del gran viaggio…

Attualmente nella meditazione del mattino, oltre alla Passione adorabile di Nostro Signore Gesù diletto dei nostri cuori, medito, cioè leggo a tempo e con riflessione, due o tre capitoli dei vostri scritti nel Divino Volere, e le impressioni che ne ritraggo sono intime e profonde! Io ci vedo una Scienza sublime e divina, sebbene ancora non la comprenda per intero atteso la scarsezza della mia intelligenza.

Sono scritti che ormai bisogna far conoscere al mondo. Credo che procureranno grandi beni. Per quanto sublime è questa scienza del Divino Volere, altrettanto questi scritti di una dettatura celeste, la presentano chiara e limpida. Ma, a parer mio, nessuno umano ingegno avrebbe potuto formarli.

L’Orologio della Passione, 4° Edizione, è già in termine di stampa compreso il trattatino sulla Divina Volontà. Però io sto preparando alquanti nuovi capitoli scelti dai vostri scritti, e con un poco di prefazione li aggiungerò al Trattatino. Intanto ho commissionato nuova carta per la stampa di un primo volume intero della grandezza dell’Orologio, sul Divino Volere: pero la scelta della materia la faremo con la mia venuta, a Dio piacendo, insieme col vostro Padre spirituale e con voi.

Da torino mi giunge una lettera di un chierico innamorato del Divino Volere, che aspetta le nuove pubblicazioni. Mi aveva scritto tre anni fa e aveva pubblicato in un periodico cattolico alcuni capitoli del Trattatino della Divina Volontà che sta nell’Orologio.

Io però sempre insisto sopra un punto, cioè La santità non consiste in una formula. Perchè si formino, con questa nuova Scienza, santi che superino quelli passati, bisogna che i nuovi Santi abbiano pure tutte le virtù in grado eroico dei Santi antichi, dei Confessori, dei Penitenti, dei Martiri, degli Anacoreti, dei Vergini, ec, ec.

Ora vi presento i più sentiti auguri per vostro onomastico. Il dilettissimo San Luigi di cui portate il Nome, vi ottenga tutto l’incendio del Divin Amore e la perfetta consumazione nel Divin Volere!

Io vi prego che nei vostri voli nel Divino Volere vogliate trasportare anche me misero! Io intanto v’imploro nelle mie meschine perghiere la sovrabbondante grazia per la quale possiate perfettamente corrispondere a tutti i divini disegni sopra di voi. Amen.

Tanti rispetti a vostra sorella. Se cambiate casa datemi il vostro nuovo indirizzo.

Bacio le mani al Rev.mo Padre Confessore.

Vi benedico nei Cuori Santissimi di Gesù e di Maria e mi dico,

Vostro in G. C.
Canonico A.M. di Francia

Messina, li 20.6.1924

Pregate per la mia venuta al Continente e a Corato, se Gesù vuole. Verrei per mare. Delle 2 copie degli Inni una a voi e una al P. de Benedictis.

Vi spedirò presto le figurine di Gesù ai Tribuanli pel Manzi; se però mi date l’indrizzo, li spedirò direttamente per evitare doppia spesa.

La causa si fece il 13 c.m.! Ha preso buonissima piega. Però pregate che Gesù illumini i giudici per la sentenza di essi.

3. J.M.J.A.

Messina, lì 12.7.1926

Benedetta nel Signore Suor Luisa Piccarreta,

Ho ricevuto da più giorni, speditomi da Trani, il seguito del Volume 18°.

Sotto la data del 1° Novembre dello scorso anno vi è un capitolo straziante delle vostre pene della privazione di Gesù, che voi paragonate a quelle dell’Inferno e le trovate superiori. Però ritenete che non son superiori a quelle di Nostro Signore Gesù Cristo sulla Croce, e nemmeno paragonabili…

Nelle mie indegne preghiere io supplico per voi Nostro Signore che non vi lasci assai penante in queste privazioni, ma che torni sempre e presto nel riconfortarvi.

Sono stato poco bene in salute, né ho potuto lasciare Messina dato affari pendenti, ma spero che Nostro Signore, se c’è il mio Fiat, mi permetta di venire a conferire con voi e col Padre Benedetto circa la stampa. Mi compiaccio che egli abbia preso la vostra direzione e credo vi abbia sistemata per la S. Messa e Comunione mattutina.

Vi benedico nel Signore Gesù.

Sto leggendo i vostri scritti, sono sempre rivelazioni sublimi, paragoni degni del Creatore divino, come per es. quello del palpito del cuore paragonato all’atto unico del Fiat!

Benedico pure la vostra cara sorella Angelina, le sorelle Cimadomo, le nipoti e le apprendiste.

Mi dico nei Cuori SS.mi di Gesù e di Maria:

Vostro servo in G. C.
Canonico A.M. Di Francia

P.S. Lo stile e la chiarezza del vostro scritto, a quanto ho letto fin’ora, è molto migliorato.

4. J.M.J.A.

Trani, lì 28.8.1926

Stimatissima nel Signore,

Ho ricevuto il 4° volumetto, Il 3° lo sto scorrendo e ho notato dove comincia a parlare della Divina Volontà.

Ho letto l’apostrofe alla Croce, quella della S. Umilta e quella della S. Purità.

Il volume 7° è stato tutto ripassato.

Il 5° e il 6° li ha Suor M. Cristina, Vicaria attualmente di questa Casa.

Pregate che il Signore c’ispiri come fare la pubblicazione e farla in tutto, secondo i suoi Divini Voleri. Amen.

Il mio pensiero è che la prima stampa si faccia in Oria, e poi tutta la stampa passi in Messina, dove io risiedo, sotto gli occi miei.

Intanto seguiti quel quindicesimo in nero dove ha cominciato a scrivere quanto Le avvenne nella infanzia—fanciulleza—e giovinezza. Scriva tutto. Scriva pure una fedele e completa narrazione della malattia, ovvero del suo mettersi a letto, quando fu, come avvenne, quale anno, le opposizioni dei Vescovi, di Confessori, ec ec.

Scriva pure nel volume 19° tutto, tutto quello che rivela Nostro Signore, anche piccole cose di popaggio.

Tutto per la S. Obbedienza gran Signora, per la Gloria di Dio, per sua mortificazione e pel bene delle anime. Badi di non lacerare e nascondere nulla!

La benedico nel Signore con le sue care, e mi dico

Suo in G. C.
Canonico A.M. Di Francia

5. J.M.J.A.

Trani, lì 30.8.1926

Stimatissima nel Signore Gesù Nostro Diletto ed Unico Bene!

La vostra Signora che è la S. Obbedienza vuole che scriviate tutto ciò che ricordate della vostra fanciullezza, infanzia e giovineza in quanto al beato commercio intimo col Divino Amante, aggiungendo là incominciamento della malattia che vi confina al letto. Questo sarà un libro segreto, non lo mostrerete a nessuno, nemmeno al Padre Don Benedetto, il quale è vostro Confessore ma non vostro Direttore Spirituale. Gli direte, se vi domanda, che io vi ho proibito di farlo vedere a chi sia, finché il Signore vorrà così, ed io gliene dirò poi la ragione, quindi non si dispiaccia.

Dovete anche scrivere come cominciò questa storia e questa gran mortificazione che ogni giorno avete avuto bisgno del Sacerdote che la mattina vi sciogliesse dall’assopimento.

Intanto io debbo recarmi oggi stesso a Roma, per un quindicina di giorni. Ritornando, con l’aiuto del Signore, sarò a Corato. Nel frattempo seguito a lavorare sui vostri libri manoscritti che debbo passo uno per uno io stesso facendo degli appunti sui quali poi mi avrete a dare delle spiegazioni. Così potrò meglio riordinare per la stampa, con l’aiuto di Gesù Benedetto.

Sto benino: e Gesù dolcissimo mi ha dato ieri notte dolori fierissimi di renana (renale), mentre di dolori reumatici io non ho mai sofferto in vita mia. Non potevo resistere, mi sentivo anche svenire, li offrivo nella Divina Voluntà, ma non vi nascondo che desideravo d’indimare la Divina Bontà che me li mitigasse. Verso le 5 del mattino si mitigarono, mi gettai nel letto e mi addormentai. Ma quanto grande è la forza che vi ha dato il Signore a patire acerbi dolori corporali con grande volontà e desiderio di più patire! Ma la vostra pena irresistibile è quella della privazione di Gesù, la quale è infinitamente più grande di tutti i dolori materiali del corpo!

Per provvedere questa Casa di Trani di Superiora, abbiamo in mente una nostra Suora anziana di molto spirito, di disciplina, Fondatrice d’una della nostre Case, piissima, energica, svelta che può presentarsi con le Autorità; inoltre se ne intende bene di campagna, perché possiede di famiglia varii campi, e anche di fabbriche, e potrà accudire alla fabbrica di Corato. Deve decidere la Generale con le 4 Consigliere: pregate! Non vi dico poi quanto è esemplare e gelosa per la S. Obbedienza.

Ora vi benedico con la sorella e discepola.

Raccomandatemi al Signore Gesù diletto e alla dolcissima Mamma, poi gli affari di Roma, e andata e ritorno. È lì P. Palma, e dobbiamo ritornare assieme.

Debbo prendere le lire centomila ad Altamura, dove andrei col ritorno da Roma.

Di nuovo con benedizioni, mi dico

Vostro in G. C.
Canonico M.A. Di Francia

 

6. J.M.J.A.

Roma, lì 4.9.1926

Carissima nel Signore Gesù,

L’aria di Roma mi fa piuttosto bene grazie a Dio.

Vi dò questa notizia che ieri, primo Venerdì del mese di Settembre, presentai a Nostro Signore il Volume 3° che terminai di ripassare tutto intiero. Dopo sono entrato in Segrestia e l’ho segnato in ultimo col mio Nulla osta, con l’autorità che mi ha dato Mons. Arcivescovo di Trani, nominandomi Censore Ecclesiastico per la stampa delle sue tre Diocesi. Così si apre l’autorizzazione di pubblicare al mondo questi libri dettati da Nostro Signore sulla sua Divina Volontà. Notate che era il 1° Venerdì del mese, che in ogni mese è dedicato al Cuore SS.mo di Gesù.

Ora la mia idea è quest, di ripassare, con l’aiuto del Signore, proprio io personalmente, tutti gli altri Volumi che ancora non ho letto, cioè: 2°, 4°, 5°, 6°, 7°, 9°, 10°, 11°, 19°; dopo ripassati, mettere il mio Nulla osta, e poi pregare Mons. Arcivescovo di Trani che giusta la sua promessa, dopo il mio Nulla osta, voglia metere il suo Imprimatur ad ogni Volume. S’intende che metterò pure il Nulla osta, senza nuova revisione, ai Volumi 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, che già ho riveduto, e stanno in originale presso di voi. Così sarà tutto provveduto per l’avvenire, chi sa Nostro Signore voglia servirsi di chi vuole.

Vedete come così appare bene delineato il piano celeste, che siano approvati questi scritti dall’Autorità Eccesiastica! Chi può resistere al Divino Volere?

Io penso di ritornare in Corato tra il 21 o 22 corr. m. Settembre, perché in verità, se mi riesce, farò il possibile, con l’aiuto di Nostro Signore, di presentare a Mons. Arcivescovo di Trani, tutti i Nostri Volumi col mio Nulla osta il giorno 24 Settembre sacro alla SS.ma Vergine della Mercede, Redentrice degli schiavi e avere tutti gli Imprimatur, o almeno il cominciamento degli Imprimatur, in quel giorno così sacro e significativo! Che cade pure in giorno di Venerdì.

Intanto preghiamo, perché se si supera questo punto, possiamo dire che la pubblicazione è in porto.

La Signora Obbedienze v’impone che scriviate o di giorno, o di notte, tutto, tutto, tutto quanto il Signore vi rivela: nulla deve sfuggire. E’parola dell’Increata Sapienza, e una parola vale più di tutto l’Universo. Non vi è dunque lecito di trascurare nemmeno una sillaba. Se non siete esatta in questa Ubbidienza, vi farò dare maggiore autorizzazione dal vostro Arcivescovo.

Vi benedico insieme alla vostra buona sorella and alle giovinette.

Dite alla Rosaria (mi sembra che così si chiami) che non ardisca mai più di toccarvi, di carezzarvi, come fece una volta in mia presenza, altrimenti Nostro Signore la castigherà.

Di nuovo benedicendovi, vi raccomando un pochino la mia povera salute, gravata dagli anni, ma anzitutto domandate a Gesù Benedetto, la mia conversion.

Se volete potete scrivermi qualche rigo, il mio indirizzo è: Via Circonvallazione Appia, 66 – Roma (40).

Vostro in G. C. nostro Diletto
Canonico M.A. Di Francia

 

7. J.M.J.A.

Altamura, lì 5.10.1926

Stimatissima nel Signore,

Monsignore Arcivescovo di Trani ha posto il suo imprimatur in altri sette volumi dei vostri scritti. Io intanto ho terminato di leggere il quinto e il resto, e le cose mirabili del secondo volumetto. Veramente il Signore vi ha condotto con (grande) immensa bontà e carità. Sabato, a Dio piacendo, partirò per Oria per incominciare la stampa del primo volume, diviso in due parti.

Intanto raccomandatemi al Signore per un po’ di salute, di energia, di mente serena, perchè senza un aiuto potente dall’alto, io mi sento nel declinare della vita, e la publicazione di questi mirabili scritti richiede un’assistenza divina e un tempo lungo di anni. Chissà che vorrà fare il Signore! Pregate! Qui una delle due: o accrescimento delle forze naturali, come se tornassi venti anni addietro, o assistenza soprannaturale della grazia. Né possiamo sapere se il Signore Gesù voglia servirsi per questa completa pubblicazione, di me o di altri. In quanto a me mi sento una grande assistenza Divina in quanto a penetrare lo spirito di questi scritti e coordinarli ai fini della Divina Volontà. Certo N. Signore può infondere questo intelletto a chi vuole, non essendo io degno di una Missione così santo!

Fiat Voluntas Tua, Domine!

Con benedirvi mi dico:

Vostro in G. C.
Canonico A.M. Di Francia

Altamura, lì 5.10.1926

 

8. J.M.J.A.

Oria, lì 15.10.1926

Figlia benedetta in G. C. Nostro Sommo Bene,

Sua Eccellenza Mons. Arcivescovo di Trani, cui voi appartenete, mi ha dato giurisdizione su di voi in ordine, ai vostri scritti e alla pubblicazione degli stessi, di maneggiarvi cioè e di disporre la detta pubblicazione; come credo di giusto (sue parole).

Queste facoltà abbracciano tutto quanto avete scritto finora e tutto quanto scriverete in avvenire.

Il sullodato Mons. Arcivescovo, si è benignato di riporre tanta fiducia in me per questa faccenda—così disponendo Gesù benedetto—che mi nominò, come sapete, Revisore Ecclesiastico per le stampe delle sue tre Diocesi e giunse ad impegnarsi di mettere l’autorevole suo Imprimatur al mio Nulla osta; e ciò ha cominciato a fare senza nemmeno esaminare un solo volumetto!

Do ciò potete bene argomentare che tutto è stato Voluntà di Dio, e che voi, circa il doppio argomento di voi in ordine ai vostri sritti, e di detti scritti presenti e futuri, siete perfettamente sotto la mia esclusiva obbedienza.

Lasciamo stare che qualche cosa di simile si vede nelle recenti Rivelazioni: ma al di sopra di queste, c’è la concezione delle su accennate facoltà sul conto vostro e degli scritti, per parte dell’Autorità Ecclesiastica accordatemi.

Ho detto esclusiva obbedienza mia, perché due Direzioni in una medesima azienda non possono ammettersi, perché con gli inevitabili dispiaceri che potrebbero sorgere, non si potrebbe andare più avanti.

Ciò non toglie però che io non abbia alle volte, a far tesoro delle osservazioni che possa farmi il mio carissimo Sac. Benedetto Calvi del quale ho ammirato la gran premura che prende di voi e delle preziose rivelazioni, e nessuna gelosia provo che egli legga anche prima di me quelle che avverranno e mi dia i suoi pareri, mi faccia le sue osservazioni e simili.

Quello che importa anzitutto nello svolgimento di questo affare, si è che voi, egli, ed io, preghiamo umilissimamente e fervorosamente il Sommo Dio Padre dei lumi, l’adorabile Gesù Cristo Signor Nostro amorosissimo, la Santissima Vergine Maria, i nostri Santi, Angeli, ec. ec. perché non abbiamo ad errare in cosa così delicata; ma una luce divina assista e Scrittrice ed interpreti e Compilatore, in modo che né più né meno si esca dai termini della Divina Rivelazione, che in tutto deve essere conforme alla divina prudenza con cui si debbono accogliere e trattare simili eccelse Rivelazioni sovrannaturali che passano pel canale umano, non sempre totalmente sgombro da subbiettive imperfezioni non colpevoli, ma accidentali: come insegnano i Mistici.

Perciò abbiamo gran bisogno di pregare indefessamente!

Non possiamo prendere una missione così importante con leggerezza e superficialità.

E dobbiamo tener presente quante volte in queste Rivelazioni Nostro Signore vi ripete di essere attenta a scrivere fedelmente ciò che Egli rivela, che il senso di ciò che dice non ne venga alterato, e che una parola differente, o una virgola di più o di meno, o fuori posto, possa alterarlo, pur non volendo.

Dobbiamo anche tenere presente le replicate lagnanze di Nostro Signore Gesù Cristo benedetto, in quanto che vi comanda di nulla trascurare di quanto vi rivela e vi dice, sia pure le più minute cose, e voi non lo fate esattamente.

Quanta pazienza ha avuto Gesù con voi sul grande amore che vi porte e pel grande amore con cui Lo amate! Ed io spesso Lo lodo e Lo ringrazio e benedico, da parte vostra, di tanta pazienza che ha con voi!…

Mi avete scritto, poco tempo fa che avete paura delle obbedienze che io vi possa dare.

Ma è tempo ormai che diate bando a queste paure dell’amor proprio e a qualsiasi ritegno o ripugnanza quando si tratta della Gloria di Dio e bene delle anime.

Finora vi siete formata un’idea formidabile della S. Obbedienza, fino a paragonarla, quasi ad una tiranna. Ma è tempo di cambiare linguaggio. Figuratevi la nuova Obbedienza invece così come una Madre sviscerata la quale ha una figlia unica che ama amorosamente, e tutto il suo impegno è di crescerla santa, di renderla tutta di Gesù, rete di anime nella S. Chiesa, strumento docilissimo nelle mani di Dio. Questa Madre per quanto tenera e sviscerata in amore verso quest’unica figlia, questa Madre che ha la sua origine dal Cuore stesso di Gesù, pure sarà forte nell’usare, per la buona riuscita dell’amata figlia, tutti i mezzi opportuni, conducendo allo scopo, né dovrà lasciarsi vincere o inceppare dai lamenti, o lagrimucce, o fanciullesche ritrosie della tenera figlia.

Il gran Signore di questo Madre sta in lontane regioni, le affidò la figliuolina affinché detta Madre tenera e forte gliela cresca a verace santità, perfetta osservante dei comandi di essa Madre fino ad esserne totalmente passiva, e quando il gran Signore tornerà per costatare la felice riuscita della figliuolina, e la troverà matura nella S. Obbedienza, ed avrà così esaurito tutti i suoi disegni del compimento del terzo Fiat, allora si riconsegnerà la prediletta creatura, e dopo averla sposata nella consumazione del suo Divino Volere, se la condurrà alle nozze eterne.

Tutto ciò considerato, bisogna che voi, figliuola carissima in G.C., facciate la S. Obbedienza non per forza e con pena, ma con animo generoso e con gioia ed allegrezza santa, sapendo di compiere così la Divina Volontà e di cooperare alla Gloria dell’Altissimo, alla maggior consolazione del Cuore di Gesù e al maggior bene delle anime.

Ma veniamo alla pratica, e come si va manifestando l’adorabile Volontà di Dio sul conto vostro.

Sono pochi giorni che io, leggendo i vostri scritti, fermavo la mia attenzione sulle notevoli distanze di data tra un capitolo e l’altro. Voi sorpassate alle volte diece, qunidici giorni tra l’uno e l’altro. Possible, pensavo tra me, che in questi lunghi intervalli nulla è avvenuto tra l’anima e Gesù? Cessano per così lungo tempo le divine comunicazioni? Nulla vi è da riferire in questi frattempi? Chi sa quante cose l’anima tace!

Mentre così pensavo, ecco che mi capita il capitolo del 4 Maggio 1906, pag.22 del 7° volumetto, e leggo queste parole che Gesù vi dice:

"Figlia mia, voglio che sii più precisa, più esatta, che manifesti tutto nello scrivere, "poiché molte cose le sorpassi, sebbene che per te le prendi quantunque non le scrivi; ma "molte cose che tu tralasci, dovrebbero servire per gli altri.

In vista adunque della Divina Volontà che qui si manifesta e che tante volte si è ugualmente manifestata, io, nel Nome Santissimo di Gesù e con l’autorità che mi è stata conferita dal vostro legittimo Superiore Ecclesiastico, vi dono assoluta e forte obbedienze perché giorno per giorno, notte per notte, volta per volta, scriviate precisamente, tutto quanto avviene tra voi e Gesù!—siano anche le cose più intime!…

Voi mi direte: ma è Gesù che alcune volte non si fa vedere, e non mi dice nulla, allora che posso scrivere? Scriverete il vostro patire giorno per giorno, siano pure poche parole. Ma l’obbedienza riguarda specialmente quando Gesù vi parla di non tralasciare nemmeno una virgola.

Vi ho detto il paragone delle perle preziose, e voi soggiungeste che il Signore vi aveva paragonato le sue parole a brillanti preziosi, di cui neppure uno deve andare smarrito!

Io credo che una delle ragioni per cui alle volte Gesù Diletto lascia passare notti senza apparirvi o senza parlarvi sia appunto perché siete un po’ volontariamente trascurta a scrivere tutto. Vi vuole in questo più fedele.

Ogni parola di Nostro Signore è più che perla, è più che brillante! Noi non sappiamo per quali anime future che sono nella mente divina, Nostro Signore dice alcune parole, e le vuole scritte pel bene di quelle anime!

Come potete voi defraudarlo? Notate pure che non solo le sue parole dovete trascrivere esattamente, ma pure le infusioni della sua luce, anche che vi fa comprendere senza parlare.

Ho ragione di credere che quando voi sarete, come spero che già lo siate, nelle migliori disposizioni per eseguire queste obbedienze esattamente, si moltiplicheranno le divine comunicazioni, e ogni nuova parola chi sa quante anime doverà santificare e salvare! Chi sa quanto più presto farà trionfare il terzo Fiat!

Siate generosa con Gesù anche in questo, come lo siete nel patire e Gesù sarà più generoso con voi nel consolarvi.

Adunque disponetevi non solo a fare perfettamente questa santo Obbedienza ma a farla con gioia—almeno da parte della volontà—e non vi mancherà il gaudio dello Spirito Santo nel farla.

Intanto vi dò pure obbedienza che quando avrete terminato di scrivere il 20° volume, mi avvisiate affinché io lo possa rilevare, apporvi il mio nulla osta e fare mettere l’Imprimatur da Sua Eccellenza Mons. Leo Arcivescovo di Trani.

Questa mia lettera potete liberamente farla leggere al Rev. Padre Benedetto. Poi la conserverete.

Intanto preghiamo, e pregate voi che Nostro Signore vi faccia sentire tutto il gusto della Santa Obbedienza fatta per suo amore, o comunque farvela eseguire generosamente.

La risposta della presente potete mandarmela in Messina presso l’Orfanotrofio Antoniano. E non mancate di mettervi sopra la parola: Personale.

Vi benedico assieme alla vostra buona sorella Angelina, e nei Cuori Santissimi di Gesù e di Maria mi dico:

Vostro in G.C.
Canonico A.M. Di Francia

Oria, li 15 Ottobre 1926
(giorno della gloriosa S. Teresa di Gesù)

Appendice a questa lettera.

Giusto stamane, dopo terminata la presente, seguitando a leggere il volumetto 7°, a pag. 80, Ottobre 13, leggo: "Sentendo nominare da Gesù la parola desiderii, gli ho detto: Mio Sommo Bene, il mio desiderio sarebbe che non vorrei scrivere più; quanto mi pesa! Se non fosse pel timore di uscire dal tuo Volere e dispiacerti, lo farei. E Lui, troncando il mio dire ha soggiunto: Tu non lo vuoi ed io lo voglio; quello che ti dico tu scrivilo per ubbidire; per ora serve di specchio a te e a quelli che prendono parte alla tua direzione; verrà tempo che servirà di specchio agli altri: sicché tutto ciò che tu scrivi detto da me, si può chiamare: specchio divino. E tu vorresti togliere questo specchio divino alle mie creature? Badaci seriamente figlia mia, e col non scrivere tutto non voler restringere questo specchio di Grazia."

Badateci dunque seriamente!… e non vi dispiacete della svisceratissima Madre!… Ma eseguite con gaudio i suoi ordini! Lo vuole Gesù!

9. J.M.J.A.

Messina, lì 29.10.1926

Figliuola benedetta in G. C.

Ho ricevuto la vostra lettera del 22 spirante mese, sparsa di pace e di soavità.

Mi dite che per corrispondere esattamente alla svisceratissima Madre, dovrei io trovarmi accanto a voi, per espormi il contenuto della luce, ed io dovrei assicurarvi della verità, e allora scrivereste tutto e tutto. Io ritengo che ciò non è necessario, ma che proviene piuttosto dalla vostra timidezza naturale, e da un poco di quel tale ritegno che non vi farebbe scrivere nulla. Quindi la santo Ubbidienza è questa, che voi dopo la luce del Signore, uscendo dallo stato di unione e di discorso con Gesù, non stiate ad esaminare ciò che è, o ciò che non è, ed anche che la cosa vi si presenta un po’ confusa, voi mettetevi a scrivere ciò che potete, e la virtù dell’Ubbidienza farà sì che Nostro Signore rischiarerà il vostro intelletto, o vi detterà Egli stesso mentre intraprendete a scrivere.

Il 24 Febbraio del 1910, nel vostro Volumetto 9° (Tholetto propriamente stamane), vi lamentavate con Nostro Signore che non sapevate manifestare più al Confessore il vostro stato, e che se il Signore vi faceva capire qualce cosa, era tanto dentro che non trovava la via per uscir fuori: E Gesù benedetto, in ultimo vi diceva: "Quietati, e cerca di manifestare all’Ubbidienza quello che puoi, il resto lascia tutto alla mi cura".

Qualche volta quando voi sentite il bisogno, come mi scrivete, di dire prima per essere assicurata della verità, e poi di scrivere, potete prendere qualche appunto, e poi svolgerlo; ma il miglior mezzo è sempre quello dell’Ubbidienza pronta, perché quanto più pronta è l’Ubbidienza, tanto più è meritoria: scrivere appena entrate nello stato naturale.

Mi scrivete che avete avuto un forte cordoglio perché portai con me gli scritti. Ma ciò era indispensabile, primo perché una porzione non erano ancora letti da me, né lo sono tutti ancora, e dopo che li avrò letti, manderò il mio Fratello Laico in Trani coi detti libri non ancora approvati con l’Imprimatur di Sua Eccellenza, per far mettere il detto Imprimatur. Così sarà superato un gran punto, che ogni Volume riceva l’approvazione vescovile, senza che nemmeno Sua Eccelenza abbia tentato di leggere. Vi sembra poca grazia del Signore?

Inoltre in ogni Volume che si pubblica, occorre fare dei confronti tra la copia e l’originale, e notate che molti altri Volumi ancora si debbono copiare.

Mano, mano che un Volume si stampa, io vi ritornerò il manoscritto. Vi faccio anche riflettere che questo Tesoro si può anche bene conservare in un Istituto Religioso come nella vostra Casa. Gesù ha voluto che precariamente gli scritti venissero in Messina, ed Egli li custodirà.

Ho fatto copiare da Suor M. Eucaristica, che scrive la presente, le memorie della vostra Infanzia; poi ho fatto il confronto tra la copia e l’originale, e dovuto modificare qualche piccolo tratto per meglio comprendersi il significato. Questo nella copia. Vi mando il vostro originale con l’obbedienza che quando vi ricordate di qualche altra cosa, subito la scriviate.

La stampa non potrà farsi in Messina, doverà farsi in Oria, e dimani spero di spedire il primo lavoretto da stampare. Intanto sto scrivendo un Prefazione un po’ lunghetta, ma importante. Ma siccome Nostro Signore Adorabile insiste perchè gli scritti, ovvero i grandi insegnamenti della Divine Volontà, abbiano a veder presto la luce, così io dividerò ogni Volume in due parti, la prima parte conterrà l’insegnamento sulle virtù e simili, la seconda parte entrerà in materia della Divine Volontà, e ciò finché vengono avanti quei Volumi in cui si parla esclusivamente del Divino Volere. Allora ogni Volume tratterà di questo grande argomento.

Voi dite che in principio del 20° Volume c’è qualche cosa che mi riguarda. Ebbene, non tardate, trascrivetemelo perché io sappia regolarmi secondo gli Adorabili Divini Voleri.

Voi avete costì il R.ndo Padre Don Benedetto Calvi, vostro Confessore, col quale potete anche aprirvi per animarvi a scrivere tutto, perché egli è pure della mia stessa opinione su questo argomento. Siamo dunque tre a pressarvi: Nostro Signore, il Direttore datovi da Sua Eccellenza per questa pubblicazione e il vostro Confessore ordinario. Non avrete da dove uscire dal dominio di questa sviscerata Madre, qual si è la Santa Ubbidienza, quindi rassagnatevi e scrivete tutto.

Io dovetti partire da Oria con prestezza, per affari urgenti che mi chiamarono per Messina. La mia salute, alti e bassi, ma sento un aiuto speciale quando tratto gli affari di questa pubblicazione.

Indegnamente, non cesso di pregare Gesù Adorabile per voi, e con vero fervore, specialmente ché vi soccorra e consoli nelle vostre dolorose privazioni!

Voglio avvisarvi, per quiete di vostra coscienza, che l’Ubbidienza di scrivere tutto, non è sotto peccato grave, solo per maggior compiacimento di Gesù Adorabile, della sua gloria, di vostra santificazione, e di bene per le anime. Qualora poi trascuraste interamente di scrivere, la colpa sarebbe grave.

Per le copie che ancora debbono farsi di parecchi Volumi, non crediate che sia cosa di poco tempo. Non temete che gli scritti intimi vadano per le mani altrui. Ci andranno quando l’Opera sarà pubblicata.

Le mie lettere potete farle leggere al vostro Confessore, Don Benedetto Calvi, al quale direte che io non ho la direzione vostra, se non in quanto la pubblicazione degli scritti.

Vi benedico nel Signore. Spererei completare tutta la stampa, per lo meno in cinque anni, e con un milione, forse più, di spesa. Intanto io tengo 75 anni passati. Raccomandatemi al Signore, perché oltre a questi scritti, ad altre cose indispensabili debbo attendere, come se fossi giovine di 40 anni.

Tanti ossequi al R.ndo Padre Calvi. Credo che P. Palma sia venuto in Corato.

Di nuovo benedicendovi, insieme a vostra sorella e signorine, mi dico:

Vostro Padre Spirituale
Canonico A.M. Di Francia

 

10. J.M.J.A.

Messina, lì 19.11.1926

Figliuola benedetta in G. C.,

Sono in possesso di una vostra lettera in data del 12 corr. mese.

Non vi torturate molto se alcune cose vi sfuggono e non potete ricordarvele, come mi avete scritto, trattandosi di piccole cose. Basta che da parte vostra pregate Gesù benedetto di farvele ricordare se Egli vuole, e che da parte vostra facciate anche un piccolo sforzo per ricordarle. Per esempio, prendete il libro per scrivere e la penna, e se il ricordo viene, sta bene, se no, lasciate stare e restate tranquilla.

La mia salute, grazie al Signore, mi posso contentare; sto terminando l’undicesimo Volume che è tutto pieno della Divina Volontà. Con questo termino di leggere quei sette Volumi ai quali manca ancora l’Imprimatur. Appena li averò pronti metterò a questi altri il mio Nulla Osta e manderò il mio Fratello Laico in Trani a Mons. Arcivescovo, perché vi metta l’Imprimatur. Così si sarà provveduto a questo fatto importantissimo di accaparrare l’approvazione ecclesiastica per qualsiasi evento futuro. Sarà un punto superato per il quale dobbiamo ringraziare N.S. con immensa gratitudine.

Ho scritto due lettere a P. Palma perché si rechi in Corato e si abbocchi con cotesto Sig.r Sindaco. Spero che lo faccia o l’abbia fatto insieme alla nuova Superiora Suor M. Paraceleta che è davvero un’anima eletta, per pietà, per intelligenza, per prudenza, la quale insieme ad un suo fratello Sacerdote e Vicario foraneo, uomo di santa vita già defunto, è stata fondatrice di un nostro Orfanotrofio nel suo paese della Provincia di Messina.

Vi ringrazio delle parole che mi avete riportato del compito Divino che N.S., nella Sua Infinita Bonatà, si è degnato di dare a me misero ed ai miei di pubblicare le meraviglie della Sua Divina Volontà. Così N.S. fa vedere che tutto è opera sua.

Già la stampa è cominicata ed è appunto quella della vostra infanzia. Sto preparando la prefazione di tutta l’opera. Non potei ottenere che la stampa cominciasse nella tipografia del mio Istituto di Messina perché hanno molti lavori, e si è cominciato nella Tipografia di Oria, dove tengo molti nostri ragazzi tipografi che con speditezza e con grande amore hanno molto apprezzato il privilegio concesso loro da N.S. di pubblicare questi scritti. Sono diretti da un nostro bravissimo giovine Fratello che studia pure per Sacerdote. Si chiama: Fratello Tarcisio del SS. Sacramento.

Gli ho mandato pure la copia del 1° Volume perché cominci a stamparlo. Sto facendo copiare da una piissima Suora Salesiana di S. Francesco di Sales abbastanza istruita ma tutta del Signore, il 2° Volume, con un sistema tutto particolare, in mondo che al margine io possa fare le correzioni indispensabili perché alle volte il vostro esprimervi non è chiaro, oltre i moltissimi errori di ortografia e molte pagine con inchiostro sbiadito. Alle volte debbo aggiungere qualche nota specificativa secondo i lumi che il Signore si benigna di darmi.

Tengo però a farvi sapere, per vostra tranquillità, che in tutte queste pubblicazioni, fin tanto che voi sarete in vita, speriamo N.S. vi lasci per lunghissimi anni, il volstro nome non comparirà affatto se non con quello di "Autrice dell’Orologio della Passion e di Anima solitaria" e nemmeno il paese nativo.

Mi sono anche convinto che fin tanto che un libro non sia tutto stampato con la copia, io ho sempre bisogno dell’originale per confronti immancabili. Ma anche su questo dobbiamo stare tranquilli nel Signore perché N.S. saprà ben conservare questi preziosi scritti. Ogni volume che io avrò esaurito con la copia e con la stampa, ve lo rimanderò nel suo originale.

Mano mano che vado leggendo io prendo degli appunti per osservazioni che spero di consultare con voi di presenza. Instanto corrano le mie meschine preghiere e le vostre più degne nell’immensità della Volontà Divina dell’Umanità SS. di Gesù Cristo e della sua Divinità con cui Egli operava nella Volontà del Padre Suo Divino, e ciò perché N.S. per la intercessione della Madre Sua SS. e dei suoi Angeli e dei suoi Santi voglia dare grazia a voi ed a me per il compimento di questa Opera di Cielo così l’esito, o in un modo o in a altro o come ancora non sappiamo, avrà il suo perfetto compimento.

Dai vostri capitoli apprendo sempre più le vostre ineffabili e continue pene per le privazioni di Gesù Diletto; ciò molto mi commuove e mi sforza di pregare Gesù che voglia interrompere queste tremende privazioni e consolarvi della Sua Divina Presenza più spesso e più a lungo.

Vi sono poi punti nei vostri scritti dove la pazienza e la benignità di Nostro Signore verso di voi appariscono mirabilmente; allora sospendo la lettura per recitare alquanti Gloria Patri di ringraziamento a N.S. per tanta Sua benignità verso di voi.

Non ho altro da aggiungervi per il momento; solo vi dico che passiate i miei rispetti al R.ndo P. Don Benedetto; con tante Benedizioni sopra di voi termino questa lettera, alla quale non richiedo risposta per non affaticarvi, se non c’è cosa speciale da dirmi.

Terminata di scriverla addì 23-11-26

Vostro in G. C.
Padre M. Annibale

La Scrittrice di questa lettera dettata dal R.no Padre Suor M. Gesuele del SS. Redentore, implora le vostre preghiere e conserverà il segreto!

P.S. La pubblicazione di tutta l’opera con la stampa sarà di 25 mila copie. E siccome l’opera sarà abbastanza voluminosi perché è il Verbo Divino che parla ed è la Parola sostanziale dell’Eterno Padre, così comprendete bene a quanto dovrà ammontare la spesa. Però non mancano certamente mezzi al Gran Tesoriere Divino, sia pure che dovesse costare un milione. Daltronde i libri si venderanno rapidamente forse più dell’Orologio della Passione e s’introiterà il denaro che si spende e forse anche più.

Viva Gesù e Maria!

11. J.M.J.A.

Messina, lì 8 Gennaio 1927.

Fiat!

Carissima nel Signore,

Ho ricevuto a suo tempo la vostra lettera di auguri per le sante Feste di Natale, e ve li ricambio di vero cuore. Che il trionfo del Fiat sempre più in voi cresca, con tutta la sua Luce eterna e si diffonda pel mondo tutto.

Vi faccio sapere che da Oria i miei giovanetti tipografi, mi mandarono 40 bozze di stampa che ho gia corretto, e debbo rimandarle. La stampa finora arriva fino a quando per la prima volta Nostro Signore vi conficcò di sua mano la corona di spine.

Vi è una linea in quel primo Volume che dice così: "La vita nuova che cominciò alla Masseria detta Torre disperata". Desidero sapere se questo è il nome della Masseria, e perché si chiama così, e se converrebbe meglio di togliere questo nome.

Ora voglio dirvi qual è il mio pensiero in quanto al riordinamento della stampa. Da una parte dobbiamo al più presto, a me sembra, pubblicare i capitoli che trattano della Divina Volontà, perché, giusto quanto voi mi avete scritto, Nostro Signore fa premura che si pubblichi al più presto tutto quanto riguarda la sua Divina Volontà. D’altra parte, possiamo dire che più di metà di quanto avete scritto finora, sono capitoli che riguardano altre Dottrine importantissime che non dobbiamo trascurare, come per es. insegnamenti sulle Virtù, le sublimi manifestazioni del divino Amore, e anco i capitoli che trattano dei divini Flagelli che in avvenire devono servire a due scopi, uno cioè per attestazioni degli Scritti, ovvero delle Divine Rivelazioni, giacché nei capitoli dei Flagelli sono predetti avvenimenti che poi si sono avverati.

Un altro scopo si è affinchè ora e in avvenire, gli uomini comprendano che Nostro Signore è necessitato a mandare i castighi quando i popoli non camminano dritti, e ciò con suo grande dispiacere e per salvezza delle anime.

Or volendo publicare da una parte, al più presto, ciò che riguarda la Divina Volontà, e non volendo trascurare tutto il resto, cioè Divino Amore, Virtù, Flagelli, io ho pensato di dividere ogni volume di stampa in due parti, nella prima pubblicare gradatamente, seguendo i manoscritti, tutto ciò che riguarda queste tre categorie: Amore, Virtù, Flagelli, e nell’altra metà i capitoli che riguardano la Volontà Divina.

S’intende che alle volte, nei capitoli dei Flagelli, o dell’Amore, o delle Virtù, si possono trovare dei tratti che implichino il Divino Volere, per es. in un capitolo sul divino Amore vi può essere pure una Rivelazione sulla Divina Volontà. In tal caso farei così, se il capitolo abbonda più nel divino Amore, allora prenderà il suo posto nella stampa della prima parte, se abbonda più nella Divina Volontà, prenderà il suo posto nella seconda parte.

Desidero che voi sul porposito, vogliate ottenermi dall’Adorabile Signor Nostro Gesù Christo—non per Rivelazione, ma per la via della Fede,—lumi per ben comprendere se questo mio pensamento sia in conformità all’Adorabile Volontà di Nostro Signore, e datemi pure il vostro parere.

Ogni Volume spero che sia di 600 pagine, come l’Orologio della Passione; ma le pagine una metà più grandi.

In Primavera, se Nostro Signore Gesù mi darà benignamente vita e salute, mi ritirerò in Oria almeno fino a tutto l’Estate e parte dell’Autunno, e così la stampa partà correre più rapidamente.

Vi giungerà un poco d’inchiostro per la penna stilografica. E’buono, ma di quelle bottigline Insuperabile non ne abbiamo potuto trovare in Messina. Dateci l’indirizzo di quale città proviene e di quale fabbrica, e sriveremo.

Portate i miei più felici auguri al Nuovo Padre Calvi, che il buon Gesù voglia adempiere tutti i suoi santi desideri apostolici, e farlo sempre più Apostolo di Fede e di Zelo. Mi perdoni se non gli scrivo direttamente, perché tanto occupato.

Tanti auguri pure alle buone sorelle Cimadomo. Certo che Nostro Signore darà a loro una grande ricompensa per la pia donazione che hanno fatto di quel terreno, allo scopo di potersi ivi elevare una Casa di salvezza di tante anime.

Abbiamo attualmente il Vicario Generale della Diocesi di Messina, un giovane d’oro, istruitissimo, buono, gravemente infermo, e pare che Nostro Signore ce lo voglia togliere. L’Arcivescovo e tutti siamo afflitti per questa possibile perdita, ed io v’impegno a pregare lo Sposo Divino efficacemente, perché ce lo voglia dare perfettamente guarito, se ciò è nei segreti del Suo Divino Volere.

Vi benedico insieme con la vostra buona sorella Angelina.

Mi dico nel Signore:

Padre Canonico Di Francia

12. J.M.J.A.

Messina, lì 24 Gennaio 1927.

Carissima nel Signore,

Ricevetti la vostra lettera, e vi dico che ancora non avete l’ubbidienza di andarvene da questo mondo. L’ubbidienza l’avrete nella Divina Volontà quando il Verbo Divino Incarnato, il dolcissimo Gesù, avrà terminato le sue Rivelazioni, che non sappiamo ancora per quanto durerano.

Fatemi sapere se durante questo periodo della vostra febbre le Rivelazioni sono continuate, o sono state sospese, se voi scrivete al solito, o no.

Per la vostra febbre prendere per alquante sere un decotto caldo di fiori di camomilla, se volete e vi sembra regolare, potete chiamare anche il medico. Fate per questo come vi dirà il Padre Calvi.

In quanto a me vi faccio sapere che non sto bene in salute. Mi sento stremare le forze, e qualche notte me la passo insonne. Ho dovuto sospendere nel più bello, il lavoro della correzione delle bozze; vi farei stonare che mi camminò l’infernale nemico per abbattermi mentre facevo questo lavoro. Intanto ho dovuto tutto sospendere. Abbiamo cominciato speciali preghiere al Nome SS.mo di Gesù. Se non ci sarà uno speciale aiuto di Nostro Signore, non potrò tirare avanti.

Pregate, ma non pensate di lasciarci.

Vi benedico. Sto dettanto questa lettera dal letto, oggi Lunedì 24 Gennaio, ore tre circa pomeridiane.

Di nuovo vi benedico insieme a vostra sorella. Se avete bisogno di qualcosa, servitevi liberamente del nostro denaro che avete in mano, sollevate la vostra povera sorella. Tanti ossequi al Padre Calvi e alle sorelle Cimadomo.

Mi dico nei Cuori SS.mi di Gesù e di Maria.

Can.co Annibale M. Di Francia

13. J.M.J.A.

Messina, lì 14.2.1927

Stimatissima nel Signore,

Rispondo alla vostra carissima. Non istate col pensiero riguardo ai vostri manoscritti, nel caso che il Signore a sé mi chiamasse, perché essendo voi vivente, vi sarebbero consegnate, oppure il Signore destinerebbe chi dovrebbe seguitare questa stampa. E se voi foste in Cielo, insieme con me, ce la discorreremmo con nostro Signore, Gesù diletto. Comunque sia, mi sembra che non dobbiamo preoccuparci di questo, i manoscritti sono custoditi in un armadietto, e in sostanza non sono né miei né vostri, né di nessuno, ma sono di Gesù, "Libri di Cielo" come Egli stesso li ha intitolati, e sa Lui stesso ciò che deve farne.

Attualmente servono per la stampa, e si stanno copiando, sebbene per copiarli tutti ci voglia un tempo considerevole.

Qui abbiamo corretto, io con la Suora segretaria, le bozze di molte pagine del 1° Volume, copiato, perché l’originale non si dà affato ai tipografi, pure posso dire che spesso occorre riscontrare se le copie sono conformi agli originale.

Mi domandate notizia della mia salute. Io non saprei che dirvi. Vi preciso, perché mi trovo in uno stato alquanto indefinibile. Fisicamente i medici dicono che non vi è nulla di grave, che sia stata una infiammazione alla pleure che a poco, a poco, se ne andrà coi rimedii, ma io non vedo quasi nulla di ritorno al mio stato di sanità. Debbo stare più a letto che alzato, ho una grande debolezza, le forze sono venute meno, e se faccio qualche piccolo sforzo, anche nell’alzarmi e vestirmi, mi affano. La notte non sempre dormo tranquillo. Mi sveglio con un po’ di smania e col respiro difficoltoso. Non celebro più la S. Messa, ma mi faccio la S. Comunione a letto. L’appetito di mangiare che in me è stato sempre buono, ora è molto ridotto. Alle volte, assoluta inappetanza. Tutto questo, lo stato fisico di malattia.

Ma le cose non finiscono qui.

Sono poi entrato in un stato morale, spirituale in chi mi sembra di vedere e di sentire le operazioni diaboliche del nemico infernale. Mi assalgono di giorno e di notte, scoraggiamenti e oppressioni, sento in me abbandoni e desolazioni interiori, preoccupazioni profonde, insomma, uno stato interno così angoscioso e sofferente, che mai ho provato il simile. Mi vengono avanti tutte le miserie della mia vita, le responsabilità, i miei peccati, gli obblighi sacerdotali, ecc., e tutto questo con una depressione interna. Sento il mio cuore e l’anima mia, come sotto un torchio.

A me sembra avverarsi quello che mi avete scritto, cioè che i demonii arrabbiano perché mi vedono impegnato in questo pubblicazione; e non potendo agire su di me esternamente, perché non cammino per queste vie, agiscono internamente per abbattermi, e abbattere per riflesso, anche la salute.

In tutto questo mi sembra vedere pure la permissione del Signore, che tutto questo dispone per mettere in una insolita purgazione, l’anima mia, forse appunto per la grande Opera che debbo pubblicare.

In questi assalti io tengo presente quello che insegno nostro Signore in una delle Rivelazioni, cioè che non bisogno rannicchiarsi nella propria volontà, ma fare un salto nella Volontà Divina, dove i deboli diventano forti, gli infermi sani, i poveri ricchi, ecc. Di questi salti io ne faccio spesso nel Divino Volere, ma il tutto in uno stato di aridità. Poche volte si è aggiunto qualche sentimento. Comunque sia, i giorni non sono sempre gli stessi, ma alti e bassi, e nonostante queste mie preipezie, io non tralascio di correggere le bozze e mandarle in Oria con lettere, in cui spiego il da farsi. Insomma per lavorare la S. Opera non aspetto né guarigione, né liberazione dello stato spirituale, ma un impegno di servire nostro Signore, avendo Egli detto, se vi ricordate, che non debbo perdere tempo per spingere innanzi la pubblicazione.

I miei sono dolenti del mio stato, ma io qualche volta, scherzando, ho detto che mi trovo in noviziato, che il mio è un tirocinio che mi fa fare il gran Maestro Divino, per rendermi adatto a così grande impresa. L’impresa veramente è grande, primo per l’importanza di queste divine Rivelazioni, 2° per la grande fatica che si deve compiere per la pubblicazione, per la quale sento che nostro Signore mi ha dato lumi speciali, come vedrete nel primo Volume di stampa che si pubblicherà, con l’aiuto del Signore, con la mia andata in Oria nella prossima Primavera, con l’aiuto di Dio.

In quanto all’ubbidienza datavi di non partire da questo mondo, senza la stessa santa obbedienza, sappiate che questo io l’ho detto in mondo condizionato alla Volontà adorabile di nostro Signore, faccia Egli quello che è meglio agli occi suoi.

Mi compiaccio che state un po’ meglio in salute, così potrete ancora scrivere tutto ciò che vi detterà nostro Signore sul suo Eterno Divino Volere; e chi sa quando termineranno le sue Rivelazioni?…

Il 20° Volume tenetelo per ora presso di voi.

Mi dite che in quest 20° Volume si notano cose per le quali sembra incredibile quanto il Sommo Dio ha fatto per noi! E così è.

Vi dico pure che a legggere i 9 Esercizii del Natale, di cui già abbiamo in pronto le Bozze, si resta esterrefatti dell’immenso Amore e dell’immenso Patire di nostro Signore Gesù Cristo benedetto per nostro amore, per la salute delle anime. In nessun libro ho letto, sul proposito, una Rivelazione così toccante e penetrante!

Di tutto diamo gloria a nostro Signore benedetto!

Ed ora non posso fare a meno di raccomandarmi caldamente alle vostre preghiere presso nostro Signore Gesù benedetto, sull’affare, sulle forze e sulla tranquillità di spirito e di mente per pubblicare, dico meglio, per compilare, riordinare e pubblicare questi preziosissimi scritti, secondo i lumi che mi sembra avermi dato nostro Signore, il quale con la sua divina potenza, voglia tenere a freno le legioni infernali, ché non mi abbiano ad abbattere; e per questo impegnate pure la potenza della SS.ma Vergine Maria, perché tenga incatenato Lucifero e i suoi demonii, e tenermi custodito sotto il suo materno manto.

 

Sappiate ch’io già non mi occupo quasi più di nulla di altre cose dei miei Istituti, dacché mi sono tutto dedicato per la grande Opera della Divina Volontà. Ne parlo con persone di spirito, m’intrattengo su questo argomento con chi meglio passo, ne faccio propaganda quanto più mi è possibile, anche ai miei Istituti. Quanto prima, col divino aiuto, stabliremo la Pia Unione Universale per Figli della Divina Volontà, con la coronella annessa di cui vi ho scritto l’altra volta.

Voi mi avete scritto che quando io scrivo e parlo di questo argomento con altri, Gesù Adorabile, sembra che esca dal vostro cuore, (dove sempre resta) per venire ad ascoltare ciò che noi diciamo qui in Messina, e se ne compiace.

Adunque in questo stato un po’ lieve, un po’ grave di perturbazioni interne e di aridità in cui mi trovo, aiutatemi con le vostre preghiere presso il vostro Sposo diletto e amorosissimo Padre mio, Gesù, ché mi dia grande fiducia, pazienza e trasformazione nel suo Fiat divino, che mi faccia fare insomma un buno noviziato.

Questa impresa non solo è grande per tutto quello che vi ho detto, ma tenete presente che si tratta di 25 mila Copie di tutto l’Opera, di tutti i Volumi presenti e futuri; e quindi una impresa di milioni di lire.

Quei miei cari giovani di Oria, tipografi, lavorano con grande affetto e grande premura, e vi assicuro che la Edizione si presenta assai bella, e spero in breve mandarvene il saggio.

Dal carattere della presente lettera vi accorgete che ho una segretaria come altra volta vi ho detto, la quale è Suor M. Eucaristica, alla quale il Signore fa questa grande grazia di cooperarsi insieme con me, nella compilazione e nella revisione delle bozze, lettere, registrazioni, tenuta dei manoscritti nell’archivietto, ecc. Essa si raccomanda molto alle vostre orgazioni, perché possa bene compiere i suoi ufficii.

Al Con.co Vitale, mio carissimo Sacerdote, ed ai miei giovani Sacerdoti io vado spiegando i miei pensieri sulla compilazione e pubblicazione di questa grande Opera; e siccome sono di molta intelligenza e di buono spirito, questi potrebbero essere i miei successori in questo grande lavoro, se il Signore mi chiamasse a sé; e procederebbero con lo stesso metodo e sistema da me intrapreso.

Ora qui termino, vi ho stancata abbastanza, ma con chi debbo conferire di simili cose? Da chi posso sperare un interessamento di preghiere nell’attuale mio stato?

Questa Superiora Generale, grazie al Signore va migliorando, vi ringrazia delle vostre preghiere e vi ossequia. Portate i miei rispetti alle buone sorelle Cimadomo, alla vostra cara sorella Angelina, e tante cose al Rev.do Padre Calvi. V’intendo ricolmare di tutte le benedizioni di cui io possa essere capace, come Sacerdote, e come Padre spirituale in queste care pubblicazioni, e nei Curi SS.mi di Gesù e di Maria, mi dichiaro

Vostro in G. C.
Padre di Francia

P. S. Se il Signore v’ispira, mi rispondete anche brevemente.

14. J.M.J.A.

Messina, lì 23.2.1927

Carissima in Gesù Cristo nostro Sommo Bene, Figliuola benedetta,

La vostra lettera mi è stata di molto conforto. Io mi sento divenuto un nulla innanzi alla grande Misericordia del Signore, e al gran deposito delle Rivelazioni della Divina Volontà!

Questa notte, inaspettatamente, ho fatto un sonno tranquillo, come nei tempi della mia sanità, e ho potuto celebrare la S. Messa alle 6 del mattino. Perciò vi ho mandato il secondo telegramma, per farvi stare tranquilla, sebbene voi lo siate sempre, per grazia del Signore, siccome Figlia Primogenita della Divina Volontà. Indegnamente io prego per voi, ché nostro Signore non vi faccia molto penare a trovarlo, e che vi stia sempre vicino a confortarvi e sostenervi nel duro pellegrinaggio della vita, finché v’introdurrà nella sua celeste Gloria.

Ieri ho scritto in Oria per la pubblicazione della Divina Volontà, di cui i primi fogli sono in corso di stampa.

Anche questa tipografia della Casa Madre femminile di Messina, sta stampando un lavoretto della Divina Volonà, che io credo che sarà di un grande effetto, e molto grato a nostro Signore. E’una Pia Unione universale spirituale, intitolata dei Figli della Divina Volontà. Sarà istituita in un modo semplicissimo. Non vi saranno né registri, né regolamenti, né riunioni, né pagamenti, né obblighi di coscienze. Stamperemo, con l’aiuto del Signore, centinaia di migliaia di Pagelle, in cui vi sarà la recita della coronella della Divina Volontà, formata in due parti da una giaculatoria presa dal Pater Noster, cioé:

Fiat, Domine, Voluntas tuo
Sicut in Celo et in Terra. Amen.

Si premette la recita del Pater, Ave e Gloria. Dopo 10 volte della recita, o a soli o in comune, vi è il Gloria Patri, e così per 5 poste, e poi per quanto si vuole. Nella Pagella vi saranno tante altre cosette specificate sul Regno della Divina Volontà e sui Figli di essa. Le 5 poste si finiscono così:

Signore Gesù, vi lodiamo, vi amiamo, vi benediciamo e vi ringraziamo,
Dio col Padre e con lo Spirito Santo
nel vostro Santo ed Eterno Divino Volere. Amen.

Questa Pia Unione la presenterò con l’approvazione ecclesiastica, alla Sacra Congregazione delle Indulgenze in Roma, e spero farla arrichhire di sante Indulgenze. Essa Servirà per propagare nel mondo le pubblicazioni e la conoscenza delle rivelazioni della Divina Volontà.

Se il Cuore Adorabile di Gesù si degnerà di ridonarmi forze, energia, salute, specialmente la sua divina Graia, queste Pagelle saranno tradotte in molte lingue, e diffuse in molte nazioni. In esse vi sarà un avviso della prossima pubblicazione delle Rivelazioni.

Non so se vi ricordate che in una vostra visione avete inteso che Gesù mandava un singhiozzo di angoscia, che penetrò Cielo e Terra, dei peccati degli uomini. Poco dopo mandò un grido di gioia che penetrò ugualmente Cielo e Terra; e Gesù vi disse che Egli gioiva, perché vedeva apparire nel Mondo i Figli della sua Divina Volontà.

Non avendo questa Pia Unione forme speciali di regolamento, vi possono appartenere tutti di qualunque ceto e classe, uomini, donne, Religiosi, secolari, ecc.

Tornando alla mia povera salute, sono sollevato, ma ben lungi ancora da una completa guarigione e dalla vera restaurazione delle mie forze, e ancor più della mia mente che è molto accasciata, per cui al solo pensare il gran lavore di tutte queste pubblicazioni, mi sento come spaventato da un’impotenza mentale! Pregate Gesù, se Egli vuole, che faccia un miracolo potente di mia resurrezione.

In quanto al cibarmi ho agito proprio fin’ora come voi mi avete scritto; ma l’appetito non mi ritorna ancora. Ed è tremenda mangiare senza aver fame, e, credo, che possa anche nuocere. Qualche volta mi astengo dalla colazione al pranzo, di prendere qualche altro cibo, sia pure un torlo d’uovo, per aspettare che mi vega un po’ di appetito per pranzo. Di tutto sia benedetta la SS.ma e Divinissima Volontà. Ogni giorno mi fanno prendere il busciardà, cioè il succo di un quarto di carne magra. Mi solleva, ma mi riscalda un poco lo stomaco. Mi fanno le iniezioni di ferro e altre misture, una volta al giorno, mi danno un cucchiaio al giorno di un medicamento, e dicono che si deve aspettare la Primavera per una comopleta guarigione, perché qui attualmente il clima è molto freddo.

Se il Signore vorrà darmi un po’ di salute e di risorgimento morale, sarò in Oria per la stampa, da Oria a Trani, da Trani a Corato. A me attualmente, per lo stato di despressione in cui mi trovo, ciò sembra impossibile, perché fra le altre cose, la stremazione delle forze, mi porta l’affanno nei movimenti di camminare, salire scale, ecc. Sto quasi sempre o a letto, o seduto.

Credo di avervi fatto comprendere abbastanza il mio stato fisico, morale, spirituale e intellettuale. Aspettiamo ogni bene dall’Adorabile Divina Volontà.

I cobattimenti del nemico infernale io li sento che mi vorrebbero abbattere, ma ho fiducia nell’Onnipotenze della Divina Volontà, di cui gli spiriti infernali vorrebbero frastornare la grande Opera.

La scrittrice segretaria vi ringrazia delle vostre buone parole e si raccomanda alle vostre preghiere.

Io debbo raccomandarvi un uomo che mi assiste la notte. E’un fratello laico nostro che si chiama Fra Salvatore. Siccome fin ora la maggior parte delle notti l’ho passata in insonnia e afflizioni morali, oppressioni, apprensioni, ecc., così egli, pazientissimo, ha vegliato accanto al mio letto, e mi recita la corona della Divina Volontà ed altre preghiere. Ha il letto in una stanza appresso la mia, ma non ha potuto dormire perché spesso son stato costretto a chiamarlo, ed egli è subito pronto. Ora poi non so quello che farà nostro Signore nelle notti successive. Pregate dunque lo Sposo divino che trionfi di ogni mia miseria, per l’avveramento delle pubblicazioni di tutto ciò che riguarda la sua Divina Volontà, mentre confido e spero che non mi abbia riprovato pei miei peccati e per le mie infedeltà.

Ieri, scrivendo ad Oria ai miei tipografi, siccome questi mi avevano scritto che per correre con più velocità c’è bisogno di comprare un altro buono assortimento di caratteri tipografici dalle fabbriche, io risposi che li comprassero. Oh! Se mi trovassi nel vigore delle mie forze e della mia mente, come vorrei volare in Oria per dedicarmi a quest divina impresa! Ma la Divina Volontà non ha bisogno della mia meschinità e miseria!

Pregate adunque, perché sta scritto nei Libri Santi che Dio fa pure la volontà di quelli che lo temono. Deus faciet voluntaten timentium se! Interponete pure la potente intercessione della Madre di Dio e Madre nostra Maria.

Attualmente i vostri manoscritti si stanno copiando, cioè quelli che non erano ancora copiati, vuol dir la maggior parte. Vi è da più anni nella mia Casa di Taormina, vicino a Messina, una Monaca di S. Francesco di Sales, ritirata col consenso della sua Superiora per ragione di salute. E’sorella di un Vescovo già defunto, è donna anziana, ed è una vera santa per umiltà e per carità. E’istruita ed erudita, conosce anche il francese e la musica, e molto bene l’italiano. A costei ho affidato la copiatura del 2° e 3° Volume che già fu eseguita. Da pochi giorni le mandai il 4° Volume. Io dovrei ripassare i Volumi vostri originali, perché, credetemi, in varii punti c’è da rettificare il senso che voi esprimente non sempre esattamente.

Io facevo con grande amore questo revisione capitolo per capitolo, ma dacchè caddi in questo stato non ho potuto far nulla. Eppure è un lavoro indispensabile. Ci sono punti che per quanto veri e santi guardati con lo spirito e con la sant semplicità, pure si urterebbe con la prudenze a pubblicarli, e s’incontrerebbe la critica dell’Autorità Ecclesiastica, la quale ridonderebbe a pregiudizio di tutta l’Opera. Vi sono alcuni capitoli che debbono rimandarsi dopo che voi sarete in Cielo. Inoltre dal 4° Volume in poi la copiatura deve farsi in due libri, in uno cominciare a raccogliere i capitoli in cui si tratta della Divina Volontà, in un altro il resto. Or, come posso io, nello stato attuale, eseguire una revisione tutta importante, mentre vi assicureo, che non ho la forza di leggere neanche un capitolo solo, e alle volte, nemmeno di sentirlo letggere? Io non vi dico altro per non affliggervi. Fate voi quello che il cuore vi detta col nostro Sommo Bene Gesù, le cui operazioni su di me, le ritengo siccome punizioni dei miei peccati.

Raccomando alle vostre preghiere quella santa Salesiana che fa le copie.

Vi benedico insieme alla vostra buona sorella e alle Sig.ne Cimadomo e alle due giovinette assistenti. Si guardi la più grandetta di toccarvi, se no Gesù la castigherà. Di nuovo vi benedico e ribenedico, e non cesso di pregare Gesù Adorabile e la SS.ma Vergine che vi facciano godere un Paradiso anticipato. Ringrazio il Rev.do P. Calvi dell’interessamento e delle preghiere, così pure voi, e mi dico:

In G.C.S.N.
Padre

La Madre Superiora vi ringrazia delle vostre preghiere, e sta meglo. Raccomandatela a Gesù.
Voi Come state?

15. J.M.J.A.

Messina, lì 24.2.1927
(mattina)

Carrissima nel Signore,

Stanotte ho avuto un’ora di travagli interiori tremendi, aggiunti a gran difficoltà di respiro e specialmente per causa di un nonnulla che forse era immaginario di timore di male fisico all’orecchio. È stata un’ora penosissima: non trovavo riparo! Il nemico, o io stesso, mi mettevano un pensiero: lascia questa pubblicazion, non fosse stato mai. Io dicevo al nemico: no, no, no, e benedicevo Gesù ec. ec. Ad un tratto, non so come, mi sono trovato addormentato. La vostra lettera di conforto precedette la tremenda lotta di stanotte! Pure confortatemi se Gesù vi ispira! Ora ho celebrato la S. Messa, ho sonno, ma Gesù non permette che resti a dormire. Il letto mi caccia: sto anche il giorno sofferente, ma un po’ calmo. Per risorgere e lavorare ci vuole un miracolo. Nessuna terrena cosa, anche santa, mi dà gusto! Viva Gesù e Maria.

Vi benedico con tutte. Scusate la presente.

Con la santità fisica acquisterei tutto!

In G.C.S.N.
Padre


16. J.M.J.A.

Messina, lì 4.3.1927.

Stimatissima nel Signore,

Ho ricevuto la vostra seconda lettera. La prima la diedi pure a leggere alla Superiora e ad alcune Suore Anziane, e tutti ne siamo rimasti consolati, anche i miei Sacerdoti, perché si è sparsa la voce nei nostri Istituti, che il Signore, per sue infinita bontà mi destina ad avviare a buon punto la pubblicazione della Divina Volontà, e quindi così sperano tutti la mia guarigione, e per questo la spero anch’io.

In verità, sembra che questo il Signore lo voglia, sia perché cu ha dato tutti gli scritti, cioè il gran deposito delle sue divine Rivelazioni, in nostro potere, sia pei lumi particolari che il Signore mi ha dato come regolare la pubblicazione, che fra non molto la vedrete col primo fascicolo che si sta stampando in Oria, sia per i grandi mezzi e macchine che ci vogliono, e braccia, e di tutto questo il Signore ci ha dato e ci dà una singolare abbondanza.

Se queste Opere si dovessero pubblicare in una tipografia estranea, si tratterebbe di centinaia di migliaia li lire di spesa, e si arriverebbe anche al milione. Un altro segno si è la guerra tremenda che mi ha susciato il demonio per abbattermi, per divina permissione, perché cominci io l’esercizio della Divina Volontà.

Solamente i miei peccati mi farebbero tremare che il Signore chi sa volesse ritirare do noi tanta infinita Misericordia.

Ora io per questo mi raccomando alle vostre ferventi preghiere.

Stanotte l’ho passata malissimo, ma oggi, dalle 3 pom. in poi, mi sono levato dal riposo quasi come nei giorni della mia sanità, e mi sento come se fossi in via di guarigione.

Ho tenuto presente nelle mie afflizioni che è tutto amore di Gesù che opera. I vostri consigli e suggerimenti mi sono carissimi, ma io sono ancora bambino in questa grande Scienza del Divino Volere. Vi ringrazio assai dei santi incoraggiamenti.

In quanto alla Pia Unione universale dei Figli del Divino Volere, io no l’ho ideata nel mondo come voi l’apprendete, cioè di tante case che si dovrebbero formare nel mondo di Suore dedicate come Figlie del Divino Volere. Così l’Istituzione non sarebbe universale, né si potrebbe svolgere rapidamente. Come io l’ho ideata, tutte le Case Religiose di uomini e donne, e tutti i ceti secolari, e qualunque persona di tutto il mondo, si può fare figlio o figlia del Divino Volere accettando soltanto la Pagella, recitando ogni giorno, senza obbligo di coscienza, 5 poste della giaculatoria: "Fiat, domine, Voluntas tua—Sicut in Coelo, Amen", alternandola col Gloria Patri, e premesso un Pater, Ave e Gloria. Non ci saranno registri per iscrizioni, né regolamenti, ma zelatori e zelatrici per spargere le Pagelle.

In quanto alla Casa nostra di Corato, s’intende che le nostre Suore e tutto il personale interno ed esterno, saranno Figlie del Divino Volere.

Il nostro Mons. Archivescovo prega e ha fatto pregare per la guarigione di me misero, e vuole che io, sottomesso sempre al Divino Volere, preghi il Cuore Adorabile di Gesù che voglia guarirmi. Egli però ignora la sublime Missione che ci fu data, della Divina Volontà, né io per ora gli farò sapere nulla, né è necessario.

Questo Superiora vi ringrazia delle vostre cortesi maniere.

Messina, lì 8.3.1927

P. S. Debbo aggiungere che soffro gravemente di affanno si faccio movimenti.

Punto di partenza una pleurite che da poco i medici hanno scoperto in me, perché tre anni fa in Roma ebbi una bronco polomite, una specie di febbre spagnuola, me ne guarii, ma covò la pleurite. Però i medici assicurano sicura guarigione, ma non in questo Inverno, bensì nella Primavera (speriamo in Gesù). Io soffro notti angosciosissime, e voi che state con Gesù le notti, ricordatevi di me che le passo in agonia. Delle mie sofferenza i medici non si preoccupano affatto, dicono che è il sistema nervoso alterato. Ma a me sembra di morire.

Rispondo al’altra vostra.

Le bozze le rivedono i miei. Per gli scritti non temete. Se io venissi a mancare, i miei Sacerdoti hanno ricevuto da me tutti i lumi che mi ha dato il Signore, e continueranno l’Opera.

Chiedo scusa al caro Padre Calvi. Ma noi siamo già un Ordine Religioso approvato dalla S. Chiesa, e possiamo quindi dare maggior garanzia di un semplice individuo. E poi, come farebbe P. Calvi ha improvvisare tipografia, braccia, mezzi, ecc., ecc., ecc.?

Dunque, seguiamo la Divina Volontà.

Pregate, pregate per me misero, che sono crocifisso di giorno e di notte…

Quanto prima vi arriveranno le prime stampe; spero in questo mese.

Vi benedico, e le notti pregate Gesù per me. Io vedo tutto chiuso; Gesù, la SS.ma Vergine, i Santi, ecc., ecc.

Di nuovo vi benedico e passate i soliti saluti. Ma, le mie lettere per voi sono segrete, salvo ciò che dovrete riferire e giova manifestare.

Messina 8-3-1927.
Canonico Di Francia

Vi mando la lettera da voi richiestami. Discorretela col Divino Sposo, e che non guardi ai miei peccati!…

17. J.M.J.

Messina, lì 13.3.1927.

Stimatissima nel Signore,

Quanto prima deve uscire, coi tipi di Oria, un primo fascicolo del primo volume, restando voi sempre incognita.

Però è indispensabile una Prefazione. Io l’ho in mente, e se potessi dettarla sarebbe quale dev’essere per richiamare l’attenzione su tutto l’Opera e sul suo grande interesse. Ma non posso dettarla perché il mio abbattimento è grave! Gesù mi ha colpito, e ancora non mi fa risorgere. Come dovrà farsi? Che mi consigliate? Avessi almeno un paio di giorni liberi! Anche la Pia Unione universale dei Figli della Divina Volontà giace interrotta. Sono divenuto impotente a tutto. Le mie Case pregano di giorno e di notte, pregano i bambini innocenti, ma è come se il Cielo fosse chiuso!

Fino a questo memento non ricevo vostre altre lettere.

Vi benedico con tutti. Lascio perché i miei occhi e la mia mente perdono il lume! Il residuo dei giorni miei è divenuto un mistero! I medici assicurano la guarigione appena potrò andare in campagna, verso dopo la S. Pasqua.

Vostro in G. C.
Padre Di Francia

P. S. Il nostro R.mo Padre Fondatore si sente venir meno quasi momentaneamente per la mancanza di respiro e per la mancanza di sonno. Non può stare né a letto, né in piedi, né seduto. Soffre molto, poverino; fa compassione. Noi siamo molto addolorati e impiensieriti. Abbiamo moltoo pregato, e continuamo ancora a pregare. Ieri abbiamo cominciato una Novena efficacissima a quel Cuore SS.mo di Gesù che, in statua di bronzo, sta sull’armadietto dove si trovano chiusi tutti i manoscritti della Divina Volontà. È stato messo lì per sicura protezione di tutti i sublimi manoscritti.

Prego Lei di volere pure accompagnare, con le sue ferventi preghiere, questa Novena, affinché il Cuore SS.mo di Gesù, senza guardare la nostra, e specie la mia, indegnità, si degni esaudirci e ridare al Padre nostro, se non perfettissima, almeno una discreta guarigione.

Mi rivolgo a Lei anche da parte della R.ma Madre Generale, la quale desidera che Lei, per carità, preghi molto il dolce e caro Gesù per la guarigione del Padre.

Il tutto però sempre nella sua Divina Volontà.

Prega, Luisa, prega Gesù per il nostro Padre.

Prega anche per la R.nda Madre Generale, e prega anche, se crede e vuole, per me che me ne sento un gran bisogno…

Prega per il R.mo Padre. Senta Luisa, c’è pericolo per la vita del Padre? Se sa qualche cosa ce lo dica per carità; non lo scriva al Padre, lo scriva alla Madre Generale, a qualche altra, a me, se vuole. Possiamo ancora sperare? Faccia come la Divina Volontà vuole che si faccia. Preghi per me. La saluto nel cuore SS.mo di Gesù e di Maria, e mi dico:

(Risponda)

aff.ma in G. C.
La Segretaria Suor M. Eucaristica


18.
J.M.J.A.

Messina, lì 24.3.1927

Stimatissima nel Signore,

I miei giorni e le mie notti proseguono sempre in un mondo, oppressioni di sonno senza poter dormire, perché ero abituato, quando avevo buono appetito, di nutrirmi con cibi solidi, mentre ora ho preso quasi sempre nutrizione liquida. Ora si vuole che io ritorni alla nutrizione solida, ma gli sforzi che debbo fare sono inauditi! Ogni cibo mi ripugna da non pter vincere me stesso, eppure debbo vincermi se voglio raccapezzare un tantino di sonno. Mi alzo da letto ogni giorno per alquante ore, ma sto alla sedia come uno sbalordito. Sono tre mesi che non mi lavo il volto perché non ne ho la forza. Un minimo sforzo mi affanna e mi sento perduto.

Uno dei maggiori tormenti la note è di non poter repirare bene.

In mezzo a tanti guai di giorno e di notte, io no so come posso sussistere, certo che vi è una grazia straordinari. Ma addio lavori per la Pubblicazione della stampa, addio Pia Unione universale pei Figli della Divina Volontà! I medici assicurano che il mio organismo è sano, perfetto il polso, il cuore, le reni, lo stomaco. Solamente è stato constatato che la pleure in un punto, sotto la scapola, aderisce al polmone. Assicurano che questo incomodo è superabile, che lo hanno avuto molti, e stanno bene. Io non so che dire, mi sembra di andar peggio un giorno più dell’altro.

Con nostro Signore tutto tace; così con la SS.ma Vergine, con gli Angeli e coi Santi. La notte di S. Giuseppe, questo gran Santo dissipo’ in un momento tutti i miei guai, e mi fece dormire tranquillo 8 ore, con piccolo intervallo; il domini tutto ritornò al solito, o peggio.

Le bozze della prima stampa, non le rivedo più io, ma i miei. E la Prefazione? Ahimè! Non ho testa di poterla dettare! Misteri di Dio, in cui mi trovo involto senza vedere luce! Eppure la Prefazione, se potrò dettarla, uscirà così semplice ed efficace, che impressionerà persino i più alti Personaggi della S. Chiesa, compreso il Sommo Pontefice.

Non vi dico come sento fremere il demonio, anzi molti demonii, per cui faccio spesso scongiuri a satana nel Nome di Gesù.

Vi dico nel più stretto segreto, che il demonio per abbattermi, prese la forma di persona di nostra conosceza per recarmi notizie impressionanti, per le quali io fui preso da una palpitazione che stava per uccidermi, ma poi fu scoperto l’inganno.

Il nemico mi suggerisce: Non vedi che questa Pubblicazione ti sta portando alla tomba? Perché te ne sei intrigato?

Vi ho mandato una bella fotografia del Cuore di Gesù che custodisce l’Archivio delle sue Divine Rivelazioni della sua Divina Volontà.

Se vi narrassi come ciò avvenne, voi direste che l’Archivio l’ha fatto Gesù.

Vi prevengo che nella Prefazione voi non sarete nominata, né messa in prezzo. State tranquilla.

Ritorno su quell’offerta che mi avete fatto di poter dividere le mie pene notturne. Io no so che dirvi, non vorrei che si aggravassero i vostri guai. Piuttosto vedete di ottenermi dal Sommo Bene Gesù alcune notti tranquille, se ciò è nel suo Divino Volere, nonché l’aiuto delle vostre preghiere. Del resto, ringraziate sempre il Divino Amore del Cuore di Gesù che mi fa degno di patire e mi dà tanti aiuti.

Quando questo stato debba finire, ed io ripigliare con novello vigore la Pubblicazione, per la quale tanto trema l’Inferno, nulla conosco, nulla vedo. Umanamente mi sembra che non debba finire, ma nostro Signore in un momento, mi può stendere la sua mano divina e onnipotente, come fece S. Pietro, nel punto che sto per naufragarmi, e dirmi: "Uomo di poco Fede, perché dubitasti?".

Non vi dimenticate di me, specialmente la notte, e quando lotto con una violenza tremanda per ingoiare i cibi, anche nella stessa notte!

Mi sfugge spesso dalla bocca il grido in queste notti dolorose: "Io muoio, io muoio, io muoio". I miei assistenti, che una volta è uno e una volta è un altro, mi confortano come meglio possono.

Un altro mi assiste tutto il giorno.

Non mi dilungo più: la testa non troppo mi regge. Degli affari dell’Opera non faccio più nulla da più tempo. Tutto sta a peso del Can.co Vitale, del P. Palma, dei miei Sacerdoti e delle Suore.

Tante cose a vostra sorella, alle Signorine, bacio le mani al R.ndo Padre Calvi, e a voi dandovi mille Benedizioni, mi dico:

Vostro in Gesù
Padre Di Francia M. A.
lo spregevolissimo…


19. J.M.J.A.

Messina, lì 17.4.1927

Fiat!

Stimatissima nel Signore,

Ti partecipo con perfetta rassegnazione all’Adorabile Divino Volere, che la notte precedente la S. Pasqua, il tentativo di celebrare la S. Messa è totalmente fallito. Anzi mi sono convinto che, nello stato attuale, non debbo parlare di celebrare la S. Messa. Ringrazio Nostro Signore che faccio la S. Comunione a letto non digiuno.

Il giorno della S. Pasqua, dopo il tentativo fallito, io la passai maluccio al letto per guasto allo stomaco. Poi, per Divina Misericordia, mi addormii. Nella giornata si manifestò per la prima volta, un certo gusto nel mangiare alcune pallottoline di carne. Nell’assieme, in quanto alla salute, tiro avanti. Debbo aggiungere che, con mia sorpresa, la respirazione andò migliorando dalla stessa notte.

A questo punto sono le cose. Il nemico pare voglia approfittare per inquietarmi con le sue suggestioni.

Quando noi avevamo con noi Melania, questa Creatura eletta aveva il dono dei miracoli e operò parecchie guarigioni. Voi mi confidaste che Gesù vi offrì il dono dei miracoli e voi lo rifiutaste. Orbene, domandate a Nostro Signore con fede e amore almeno di potere operare la mia guarigione miracolosa. Se davvero la chiedete a Gesù, Egli non ve la negherà. Questo vi domando pei 19 Volumi che stanno chiusi in quell’Archivio di cui vi mandai la fotografia, e per quelli di cui siete in corso. Oh! come subito mi metterei all’opera aiutato dalla Segretaria a cui voi volete bene! Nella mia mente c’è tutto il disegno e lo svolgimento della grandiosa Pubblicazione. Oh! come ne resterebbe sconfitto l’Inferno!

Adunque, coraggio, Gesù non vi negherà il prodigio.

In questo momento qui in Messina ci sono lampi e tuoni e pioggia dirotta, il cielo è tutto oscurato; io credo che sia il nemico infernale che teme che voi otteniate questo miracolo.

Non vi aggiungo altro. Vi ricambio tanti augurii da parte di questa Superiora Generale, dalla Segretaria, per voi e per le vostre, i miei più fervidi augurii a voi e al R.ndo Padre Calvi, e che Gesù vi conceda il miracolo al più presto. Vi donno tutte le benedizioni di cui posso disporre. Vi prego, non dimenticatevi di me specialmente la notte e quando piglio cibo.

Mi dico:

Vostro in Gesù C.
Padre M. Annibale

Dovreste vedere quanto è impegnato S. Giuseppe per questo affare, e come ride guardando l’Archivio!

Fiat!

20. J.M.J.A.

Messina, lì 5.5.1927.

Carissima nel Signore,

Tutti i miei mali partono da un punto: gran mancanza di respiro di giorno e di notte. Questa mancanza poi proviene dalla pleurite con la quale mi venne intaccato il polmone sinistro. Se ciò non fosse io guarirei in pochi giorni. I medici non possono guarire questo male. Perciò io vi pregavo di chiedere al Signore il miracolo. Una volta ne faceste uno con la resurrezione di un giovane ucciso. Se Gesù vuole, fatevi dare il potere di guarirmi, e verrò subito a trovarvi in Corato. Ricordatevi quello che è scritto nei Salmi: "Dio fa la volontà di quelli che lo temono". In quanto a me sono ridotto agli estremi.

La lettera che mi mandaste giunse dopo alquante ore che io avevo scritto a Gesù, e me la presi come risposta. Mi confortò immensamente, ma fu il preludio di nuovi guai. Però il vostro parlare è santo, giusto e perfetto. Solo mi gioverebbe (lo dico nell’ignoranza) se voi foste più santamente risoluta con Nostro Signore. Perdonatemi, e vi benedico al solito.

Stanotte ho dormito poco e sofferto molto con la respirazione. Ma il peggio, forse, sta addietro. Mi abbandono a Gesù, nelle cui mani non si può perire.

Vostro in Gesù C.
Servo M. Annibale

* * * * *

Approviamo e ne permettiamo la pubblicazione.

Trani                                       Carmelo Cassati
Curia Arcivescovile                          Arcivescovo

Con approvazione ecclesiastica
Trani, 1997

A Cura della
Postulazione della Causa di Beatificazione
di Luisa Piccarrta