REFLESSIONI SUL FARE I "GIRI"

29 Novembre 1937 Volume 35
Le nostre pene, unite con le pene di Gesù, formano la sua Vita in noi. Non vi è bene che non sorge da esse. Come il non amare rende martire l'Amore divino.

La mia povera mente nuota nel mare del Voler divino, anzi me Lo sento che respira, palpita in me, e più che sangue circola nelle vene della mia anima e mi dice: "Son qui, dentro e fuori di te, più che vita tua; corro in ogni atto tuo, e col mio Amore ti facilito tutto e ti felicito insieme."

Ed in questo mentre mi faceva vedere tutte le pene da me sofferte, investite di luce, che le teneva strette al suo seno come conquiste del suo Volere... Io son rimasta impensierita, ed il mio sempre amabile Gesù, visitandomi, mi ha detto:

"Mia piccola figlia del mio Voler Divino, tu devi sapere che tutte le mie pene sofferte dalla mia Umanità SS. in terra, ogni lacrima che versai, ogni goccia del mio Sangue, ogni passo e moto, ed anche il mio respiro, erano e sono investiti da una sola voce con cui parlano e gridano continuamente: Vogliamo il Regno del Voler Divino regnante e dominante in mezzo alle creature; vogliamo i nostri diritti divini messi in vigore!...; e pregano, parlano, gemono intorno al nostro Trono Supremo, senza mai cessare, che una sia la Volontà del Cielo e della terra.

Ora, chi si unisce con le mie pene, coi miei palpiti, respiri, passi ed opere, prega, parla e geme insieme con tutto ciò che feci e soffrii sulla terra. Non vi è bene che non sorga dalle mie pene, ed unite le mie con quelle della creatura, le mie formano il deposito, e sono le albergatrici per ricevere le pene di essa, formando insieme una sola preghiera, una sola voce, una sola Volontà; anzi le mie pene trasportano le pene della creatura e tutto ciò che fa innanzi alla nostra Maestà, per farle volere e fare ciò che feci Io; quelle della creatura rapiscono le mie in terra, per involgerle tutte (le creature) nelle pene mie e sue, per disporle a ricevere la Vita della mia Divina Volontà. L'unione con Me, delle sue pene con le mie, forma il gran prodigio della mia Vita nella creatura, la Quale (Vita) opera, parla e soffre come se di nuovo stesse sulla terra; ed Io animo tutto l'essere suo (della creatura) con la potenza degli atti miei; anche nei suoi piccoli nonnulla scorre la mia Vita, per fare che tutto sia mio, animato dalla mia Potenza Creatrice, e Mi dia l'Amore e la Gloria della mia stessa Vita.

Credi tu che di tutto ciò che hai sofferto, la mia Volontà non ne tiene conto? Affatto. Conserva nel suo seno di Luce tutte le tue pene, piccole e grandi, i tuoi sospiri angosciosi e dolenti, le tue privazioni; anzi, se ne è servita come materia per concepire e far nascere e crescere la sua Vita. In ogni pena era crescenza (ciò) che faceva, le quali (pene) le alimentava con la sua Santità, le riempiva con la foga del suo Amore e le abbelliva con la sua inarrivabile Bellezza.

Figlia mia, come devi ringraziarmi di tutto ciò che ho disposto di te e di tutto ciò che ti ho fatto soffrire, perché tutto è servito a formare la mia Vita in te ed al trionfo della mia Volontà. Qual fortuna per la creatura, vedere che le sue pene hanno servito alla mia Vita sì santa, che avrà per compimento la mia Divina Volontà palpitante in essa! Ti pare poco che il Creatore faccia vedere che ha bisogno della creatura, Colui che tutto può e dà vita a tutto? Non è questo il più grande eccesso del nostro Amore?"

Gesù ha fatto silenzio, ed io sono rimasta a pensare a ciò che Gesù mi aveva detto, e vedevo in me schierate tutte le pene sofferte, che spandevano raggi di luce, che trasformate nelle pene di Gesù formavano l'appoggio divino e la difesa delle creature, e che formavano voci, gemiti continui, che chiedevano che venisse a regnare la Divina Volontà. Onde ha ripreso il suo dire:

"Figlia mia buona, il nostro Amore è tanto, che dovunque e dappertutto, anche sul piccolo filo dell'erba, nell'aria che respira (la creatura), nell'acqua che beve, e fin sotto i suoi passi mentre calpesta la terra, facciamo giungere le nostre voci, il nostro grido spasimante d'Amore: Ti Amo, Ti Amo, Ti Amo!.. Ma il nostro Amore non si dà pace se non si sente ascoltato dalla creatura e non si sente ripetere Ti Amo, Ti Amo..., e nel nostro delirio d'amore e di dolore diciamo: "Ahi, nessuno Ci ascolta? Ahi! Nessuno Ci ripete Ti Amo, Ti Amo? A che pro dire Ti Amo, Ti Amo, se nessuno Ce lo ricambia? A chi diciamo Ti Amo: all'aria, al vento, al vuoto? Il nostro Ti Amo non trova a chi dirigersi, dove poggiarsi, se non trova il Ti Amo della creatura, che lo riceve per ricambiarlo col suo, affinché il suo amore trovi il rifugio nel nostro immenso Amore per poggiarsi ed ingrandirsi sempre più.

Quando la creatura ascolta il nostro Ti Amo e Ce lo ricambia, nella nostra enfasi d'amore, e come rappacificati dall'amore suo, diciamo: Sicché siamo stati ascoltati; il nostro Amore ha trovato a chi dirigersi, dove rifugiarsi; siamo stati riconosciuti, perché abbiamo trovato chi Ci dice Ti Amo; allora il nostro Amore fa festa... Invece, quando non troviamo chi Ci dice Ti Amo, non troviamo chi Ci riconosce, né chi Ci ascolta, né chi Ci ama.

Come è duro amare e non essere amato! Come vorrei che tutti lo sapessero, che col mio Amore li sostengo, li abbraccio, li amo e faccio loro respirare, li amo e do loro il palpito, li amo e do loro la parola, li amo e do loro il passo, li amo e do loro il moto, il pensiero, il cibo, l'acqua...; tutto ciò che sono e ricevono è effetto del mio Amore che corre. Quindi, non è un'ingratitudine orrenda il non amarmi? E' rendere martire il nostro Amore, perché amiamo e non siamo riamati".

Dopo ciò pensavo tra me: Ma come può sapere la creatura quando Nostro Signore le dice i suoi ripetuti ed ininterrotti Ti Amo, per ricambiarli coi suoi? Ed il mio dolce Gesù ha soggiunto:

"Figlia mia, eppure è facile il saperlo, se la creatura possiede come Vita propria la Volontà Divina, perché Essa le dà il suo udito divino e le fa ascoltare quando il suo Creatore le dice Ti Amo; e non solo l'udito, ma pure la sua Parola divina, in modo che l'udito ascolta e la parola dice Ti Amo, anzi, prima che le dica Ti Amo avverte già che deve ricevere il Ti Amo del suo Dio, ed essa fa incontrare il suo Ti Amo col Ti Amo divino, quasi da mettersi a gara col suo Creatore...

La mia Volontà vuol dare tutto a chi viva in Essa; gli dà le sue braccia per abbracciarla e i suoi passi per correrle dietro. Come Noi sentiamo la nostra natura Divina tutta Amore ed il bisogno di amare--tanto che se si potesse impedirci di amare Ci soffocherebbero, togliendoci come il respiro alla nostra Vita Divina, perché in Noi il nostro respiro, il nostro moto, il nostro stesso Volere è Amore, e il non amare per noi è impossibile--, così, chi possiede la nostra Volontà sente il bisogno d'amarci e di amarci sempre. Perciò solo Essa sa mettere l'ordine tra il Creatore e la creatura, e fa stare a giorno del nostro Amore, della nostra Santità, e la mette in comunicazione col nostro Essere Supremo."

1 Agosto, 1923 Volume 16
In virtù del Volere Divino , tutto il creato ci porta il "TI AMO" di Gesù, e noi nella sua Volontà dobbiamo dargli il nostro.

Mi sentivo molto afflitta perché quest'oggi il mio Sole Gesù non è spuntato sulla povera anima mia. Oh Dio, che pena è passare un giorno senza sole! Sempre notte! Ora, mentre mi sentivo trafitta nell'anima, ho avuto il bene di guardare il Cielo stellato e tra me dicevo:

"Come, più nulla si ricorda (di me) il mio dolce Gesù? Io non so come la bontà del suo Cuore possa tollerare di non fare sorgere il sole della sua amabile Presenza, mentre mi diceva che non avrebbe potuto stare senza venire dalla sua Piccola Figlia, perché i piccoli non possono stare a lungo senza il padre; sono tanti i loro bisogni, che il padre è costretto a stare con loro per sorvegliarli, custodirli e nutrirli... Ahi, non si ricorda quando trasportandomi fuori di me stessa e portandomi fin sotto la volta dei cieli, in mezzo alle sfere celesti, e passeggiando insieme con Lui, io imprimevo il mio "TI AMO" in ogni stella, in ogni sfera... Ahi, mi pare di vederlo in ogni stella, il mio "TI AMO". Ah, mi pare che quei scintillii di Luce che si formano intorno alle stelle risuonino tra loro il mio "TI AMO, GESU'"; eppure Lui non lo ascolta, non viene, non fa spuntare il suo Sole, che eclissando tutte le stelle col mio "TI AMO", formi uno solo col suo. Ed elevandomi di nuovo in mezzo alle sfere celesti vi imprimo un nuovo "TI AMO, GESU'". Deh, stelle, gridate forte, fate risuonare il mio "TI AMO", onde Gesù, colpito, venga alla sua Piccola Figlia, alla piccola esiliata...

Oh Gesù, vieni, dammi la mano, fammi entrare nel tuo Santo Volere, affinché riempia tutta l'atmosfera, l'azzurro Cielo, la Luce del sole, l'aria, il mare, tutto, tutto, del mio "TI AMO", dei miei baci, affinché dovunque Tu sia, se guardi, guardi il mio "TI AMO" ed i miei baci; se senti, senta il mio "TI AMO" e lo scocco dei miei baci; se parli e respiri, respiri i miei "TI AMO" ed i miei baci angosciosi; se operi, nelle tue mani scorrano i miei "TI AMO"; se cammini, calpesti il mio "TI AMO" e lo scroscio dei miei baci sotto i tuoi passi... Il mio "TI AMO" sia la catena che Ti tiri a me, e i miei baci siano calamita potente che, o vuoi o non vuoi, Ti forzino a visitare colei che non può vivere senza di Te."

Ma chi può dire tutti i miei spropositi?

Ora, mentre ciò pensavo, il mio adorabile Gesù, tutto bontà, è venuto, e mostrandomi il suo Cuore aperto mi ha detto:

"Figlia mia, poggia il tuo capo sul mio Cuore e riposati, ché sei molto stanca, e poi gireremo insieme per farti vedere il mio "TI AMO", sparso su tutto il Creato per te."

Ond'io mi sono abbracciata a Lui, poggiando il mio capo sul suo Cuore per riposarmi, ché ne sentivo estremo bisogno. Onde dopo, trovandomi sempre fuori di me stessa, ma sempre stretta al suo Cuore, ha soggiunto:

"Figlia mia, tu che sei la Figlia Primogenita della mia Suprema Volontà, voglio che conosca come tutta la Creazione, sulle ali del mio Volere Eterno, porta il mio "TI AMO" alle creature, e le creature, sulle stesse ali della mia Volontà, facendola loro, dovrebbero darmi il ricambio del loro "TI AMO".

Guarda l'azzurro Cielo: non c'è punto di esso dove non ci sia suggellato un mio "TI AMO" verso la creatura. Ogni stessa ed il suo scintillio che le forma corona, è tempestata dei miei "TI AMO". Ogni raggio di sole, come si allunga verso la terra per portare la Luce, ogni goccia di Luce, porta il mio "TI AMO", e siccome la Luce invade la terra e l'uomo la vede, vi cammina sopra, il mio "TI AMO" gli giunge negli occhi, nella bocca, nelle mani, e si estende sotto i piedi. Il mormorio del mare mormora "Ti amo, ti amo, ti amo", e le gocce di acqua sono tasti che, mormorando fra loro, formano le più belle armonie del mio infinito "TI AMO". Le piante, le foglie, i fiori, i frutti, hanno impresso il mio "TI AMO", sicché la Creazione tutta porta all'uomo i miei ripetuti "TI AMO".

E l'uomo, quanti miei "TI AMO" non tiene impressi in tutto il suo essere? I suoi pensieri sono suggellati dal mio "TI AMO"; il palpito del suo cuore, che gli batte in petto con quel misterioso suono "Tic, tic, tic", è un mio "TI AMO" non mai interrotto, che gli dice "Ti amo, ti amo, ti amo"... Le sue parole sono seguite dal mio "TI AMO"; i suoi moti, i suoi passi e tutto il resto, contengono un mio "TI AMO"... Eppure, in mezzo a tante onde del mio Amore, non sa elevarsi a darmi il contraccambio del mio Amore. Quale ingratitudine! Come il mio Amore ne resta dolente!

Perciò, figlia mia, ti ho scelta come Figlia del mio Volere, affinché, come figlia fedele, difenda i diritti del Padre tuo.

Il mio Amore vuole assolutamente il ricambio dell'amore della creatura; quindi nella mia Volontà troverai tutti i miei "TI AMO", e tu, seguendoli, imprimerai il tuo "TI AMO" nel mio, per te e per tutti. Oh, come sarò contento nel vedere l'amore della creatura fuso col mio! Perciò ti do il mio Volere in tuo potere, affinché quell'Amore che ho dato nella Creazione, una creatura Me lo ricambi, difendendo i diritti del mio Amore."

2 Maggio, 1938 Volume 36
Come la Divina Volontà chiede in ogni istante la volontà umana per dirle : non mi hai negato nulla, né io posso negarti nulla. Come forma il suo maricello d'amore nel mare Divino. - La Creazione - il dolce incanto della manifestazione dell'amore Divino verso le creature.

Il mio volo continua nel Voler D.; oh! come si resta sorpresi, nel vedere che in ogni istante chiede la volontà umana, per farne qualcuno dei suoi portenti amorosi; come si resta commossi nel vedere che un Fiat Divino chiede alle creature la loro volontà umana. Ed il mio dolce Gesù nel vedermi commossa, ripetendomi la sua breve visitina, tutto bontà mi ha detto: - - "Figlia mia, é sempre il nostro amore che con una forza irresistibile ci spinge verso la creatura e ci mette in atteggiamento di chiedere, come se avessimo bisogno di essa, per dirle: "mi hai amato, e ti amo" - "ti sei donata, e ti dono" - Ora tu devi sapere dove giunge il nostro amore; ogni qual volta chiediamo la sua volontà, ed essa ce la dona, tante vite ci dà per quante volte ce la donò, e noi per darle l'occasione, il merito di darci non una volta la sua vita, ma tante volte per quante volte la chiediamo, stiamo in atto sempre di chiederla, e ti par poco che la creatura può dir ciò - "tante vite vi ho dato, e non una volta, ma migliaia di volte, per quante volte me l'hai chiesta?" e noi non solo l'amiamo con duplicato amore, per quante volte ci dà la sua volontà, la rimeritiamo ogni volta, ma ci sentiamo glorificati ed amati di più, per quante vite ci hà dato.

Questo non é altro che il nostro amore esuberante, le finezze, gli strattagemmi, gli eccessi, le follie del nostro amore operante, che non sà stare senza inventare nuovi modi per averci che fare con la creatura, e per poter dire: "quante volte l'abbiamo chiesta, non ce (( l'ho )) negato mai; neppure noi le possiamo negarle: Non é questo un tratto d'amore insuperabile, che solo un Dio può fare? - Oltre di ciò il nostro amore non si arresta, cerchiamo sempre la creatura di immedesimarla con noi; come ama nella nostra Volontà, cosi le facciamo formare il suo piccolo maricello d'amore nell'interminabilità del nostro mare immenso d'amore, e questo per sentire che il suo amore stà nel nostro, ed ama col nostro; sarà più piccola, e questo lo sappiamo, che l'amore creato non può giungere mai all'amore creante, ma il nostro contento indicibile, che ama nel nostro e col nostro amore; un'amore diviso, separato da noi, non ci può mai piacere, né ci può ferire, e poi perderebbe il più bello dell'amore. - Ed ogni qual volta ci ama nel nostro Fiat, tanto più cresce il suo piccolo maricello d'amore nel nostro mare Divino, e noi ci sentiamo più glorificati ed amati nel vedere aumentato l'amore della nostra creatura." -

 

Dopo ciò stavo facendo il mio giro nella Creazione, per rintracciare tutti gli atti fatti dalla Divina Volontà. Ed il mio sempre amabile Gesù ha soggiunto: -- Figlia mia benedetta, la creazione é il più dolce incanto della manifestazione del nostro amore verso le creature, c'é l'azzurro Cielo con le sue stelle, il fulgido Sole, l'aria, il vento, il mare, sempre fisso, mai si sposta per dire all'uomo il nostro amore che mai (su smosta) cessa; vi sono poi nella bassa terra, fiori, piante, alberi, la piccola erbetta, che tutte hanno una voce, un moto, una vita d'amore del loro Creatore, per dire a tutti, anche il più piccolo filo dell'erba, la storia d'amore di Colui che le ha create.

Ora, le cose create nella bassa terra pare che muoiono, ma non é vero, anzi risorgono più belle; questo non é altro che la nuova resurrezione dell'amor di Dio verso le creature, e per fare una dolce sorpresa d'amore, mentre pare che muoiono risorgono più belle, e mette sotto all'occhio di ciascuno il nuovo incanto delle fioriture e dei frutti per essere amato; si può dire che ogni fiore e pianta porta il bacio, il "ti amo" del suo Creatore a colui che lo guarda e se ne fa possessore. E perciò il nostro amor supremo aspetta, che in ogni cosa ci riconosca e ci mandi il suo "ti amo", ma invano aspettiamo. In tutte le cose create il nostro Essere Supremo manifesta la nostra potenza, Sapienza, bontà, ordine del nostro amora e la porgiamo all'uomo affinché ci ami con amore potente, sapiente, pieno di bontà, cioé che sia in lui l'immagine del nostro amor Divino.

E questo lo può ricevere chi vive nella nostra Volontà, perché possiamo dire, che vive della nostra vita, invece fuor di Essa l'amore é debole, la sapienza é insipida, la bontà si cambia in difetti, l'ordine in disordine; povera creatura, senza della nostra Volontà, come ci fa pietà! Molto più che noi (non) amiamo con amore incessante la creatura e vuol trovare in essa l'amore che mai cessa, e quando non ci ama forma dei grandi vuoti nell'anima sua del nostro amore, ed il nostro amore non trovando il suo amore in questi vuoti non ha dove poggiarsi resta sospeso, và errante, corre, vola e non trova chi lo riceva, é grida, spasima di dolore e dice: non sono amato, io non trovo chi mi ama."

Poi ha soggiunto con un accento più tenero: "Figlia carissima, sa tu sapessi dove giunge il mio amore per chi vive nella mia divina Volontà, mi ameresti tanto, che ti scoppierebbe il cuore per la gioia, ed il tuo ed il mio amore ti farebbero restare consumata, divorata di puro amore per me. Ora tu devi sapere che la mia Divina Volontà é la raccoglitrice di tutto ciò che fà la creatura che vive in Essa; tutto ciò che viene fatto nel mio Fiat non esce, resta nei nostri campi di luce, e la mia Volontà per dilettarsi và raccogliendo il moto, l'amore, il respiro, il passo, le parole, i pensieri, tutto ciò ché ha fatto nel nostro Volere, per incorporarlo nella nostra stessa vita. Se ciò non facessi ci mancherebbe un respiro, con moto e tutto ciò che ha fatto la creatura nel nostro Volere, alla nostra vita. Quindi essendo parti della Vita nostra, sentiamo come il bisogno che continuano il loro respiro nel nostro, il suo moto, il suo passo nel nostro.

Perciò chiamiamo chè viva nel nostro Volere, respiro nostro, palpito, moto, amore nostro, disgiungere da noi anche il respiro di chi vive in Essa, non lo possiamo fare, ne lo vogliamo ci sentiremmo strappare la vita. Perciò come si muove, respira, e cosi di seguito, la mia Volontà si mette in festa e và raccogliendo ciò che fà la creatura e sente d'amarla tanto, come se Essa contribuisce a formare il respiro, il moto nella creatura, e la creatura come se contribuisce a dare il respiro il moto a Dio. Sono gli eccessi e le invenzioni del nostro amore che allora é contento, quando può dirci: ciò che faccio io fà essa ci moviamo sospiriamo ed amiami insieme. Ed allora sentiamo la felicità, la gloria, il contraccambio della nostra opera creatrice che come usci dal nostro seno paterno in una fiamma d'amore cosi ci ritorna tutto amore nel nostro seno Divino."


9 Gennaio, 1920 Volume 12
Ogni cosa creata porte l'Amore di Dio all'uomo, il quale deve per ogni cosa creata contraccambiare in riconoscenza ed Amore.

Stavo pregando e col mio pensiero mi fondevo nel Volere Eterno, e portandomi innanzi alla Maestà Suprema dicevo: "Eterna Maestà, vengo ai tuoi piedi a nome di tutta l'umana famiglia, dal primo fino all'ultimo uomo delle future, presente e passate generazioni, ad adorarti profondamente. Ai tuoi piedi SS. voglio suggellare le adorazioni di tutti, vengo a riconoscerti a nome di tutti come Creatore e dominatore assoluto di tutto; vengo ad amarti per tutti e per ciascuno; vengo a ricambiarti in amore per tutti a motivo di ogni cosa creata, in cui hai messo tanto amore, che mai la creatura troverà amore sufficiente per ricambiarti in amore; ma il nel tuo Volere trovo questo amore, e volendo che il mio amore, come gli altri atti, sia completo, pieno e per tutti, sono venuta perciò nel tuo Volere, dove tutto è immenso ed eterno, e trovo amore per poterti amare per tutti. Quindi, Ti amo per ogni stella che hai creato, Ti amo per quanti raggi di luce e per quanta intensità di calore hai messo nel Sole…"

Ma chi può dire tutto ciò che la mia povera mente diceva? Andrei troppo per le lunghe; perciò faccio punto.

Ora, mentre ciò facevo, un pensiero mi ha detto: Come va e in che modo Nostro Signore ha messo in ogni cosa creata fiumi d'amore verso la creatura?

Ed una luce ha risposto al mio pensiero: "Certo, figlia mia, che in ogni cosa creata il mio Amore si riversava a torrenti verso la creatura. te lo dissi altrove e te lo confermo ora, che mentre il mio Amore increato creava il Sole, vi metteva oceani d'amore, ed in ogni goccia di luce che doveva inondare l'occhio, il passo, la mano e tutto, il mio Amore correva alla creatura, e quasi percuotendole dolcemente l'occhio, la mano, il passo, la bocca, le davo il mio bacio eterno e le porgevo il mio Amore. Insieme alla luce corre il calore e, percuotendola un po' più forte e quasi impaziente dell'amore della creatura fino a dardeggiarla, le ripeto più forte il mio "TI AMO" eterno. E se il Sole con la sua luce e calore feconde le piante, è il mio Amore che corre a nutrire l'uomo; e se ho disteso il cielo suo capo dell'uomo, tempestandolo di stelle, è stato il mio Amore, che volendo allietare l'occhio dell'uomo anche di notte, gli dice in ogni scintillio di stella il mio "TI AMO"…Sicché ogni cosa creata porge il mio Amore all'uomo, e se ciò non fosse, la Creazione non avrebbe nessuno scopo. Ma Io non faccio nulla senza scopo; tutto è stato fatto per l'uomo, ma l'uomo non lo riconosce e si è cambiato per Me in dolore.

Perciò, figlia mia, se vuoi lenire il mio dolore, vieni spesso nel mio Volere e a nome di tutti dammi adorazione, amore, riconoscenza e ringraziamento per tutto."

15 Gennaio, 1920 Volume 12
Nella Divina Volontà si trova l'Amore e tutti gli attributi e perfezioni, come in una sorgente inesauribile, dalla quale se ne può prendere quanto ce ne vuole, per contraccambiare la maestà Suprema a nome di tutti.

Stavo riversandomi tutta nel Divin Volere, per poter sostituire a tutto ciò che la creatura è obbligata a fare verso la Maestà Suprema, e mentre ciò facevo ho detto tra me: "Dove potrò trovare tanto amore per poter dare al mio dolce Gesù amore per tutti?"

E nel mio interno mi ha detto: "Figlia mia, nella mia Volontà troverai questo Amore, che può supplire all'amore di tutti, perché chi entra nella mia Volontà troverà tante fonti che sorgono e, per quanto possa prendere, mai ne diminuisce una stilla. Sicché c'è la fonte dell'Amore, che impetuosa getta le sue onde; ma, per quanto getta, sempre sorge. C'è la fonte della bellezza, ma per quante bellezze mette fuori, mai scolorisce, anzi sorge con sempre nuove e più rare bellezze. C'è la fonte della sapienza, la fonte dei contenti, la fonte della bontà, della potenza, della misericordia, della giustizia e di tutto il resto delle mie qualità.

Tutte sorgono e l'una si riversa nell'altra, in modo che l'Amore è bello, è sapiente, è potente, ecc. La fonte della bellezza dà bellezza di amore, sapiente, potente, con potere tale da tenere rapito tutto il Cielo, senza mai stancarli. Queste fonti che sorgono formano una tale armonia, un tale contento ed uno spettacolo talmente incantevole, che tutti i Beati restano dolcemente incantati, da non spostare nemmeno lo sguardo, per non perdere nemmeno uno di questi contenti.

Perciò, figlia mia, per chi vuole amare, riparare, sostituirsi per tutti, vi è la stretta necessità di far vita nel mio Volere, dove tutto sorge, dove le cose si moltiplicano per quante ce ne vogliono e restano tutte coniate con l'impronta divina. Questa impronta divina forma altre sorgenti, le cui onde si innalzano, s'innalzano tanto che, nel riversarsi, allagano tutto e fanno bene a tutti. Perciò sii sempre nel mio Volere; lì ti attendo, lì ti voglio."

19 Marzo, 1920 Volume 12
Luisa soffre la stessa pena di Gesù: di non poter soffrire e soddisfare per tutti, in modo da porre fine a tutte le pene, temporali ed eterne, di tutti. Significato del vivere nella Divina Volontà, che lei accettò.

Stavo lamentandomi col mio sempre amabile Gesù, dicendogli: "Come Ti sei cambiato! Possibile che neppure il patire ci sia più per me? Tutti soffrono, solo io non sono degna di patire! È vero che supero tutti in cattiveria, ma Tu abbi pietà di me e non mi negare almeno le briciole del tanto patire, che abbondantemente non neghi a nessuno…Amor mio, come è raccapricciante il mio stato, abbi pietà di me, abbi pietà!"

Mentre ciò dicevo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno, dicendomi:

"Ah, figlia mia, quietati, altrimenti Mi fai male, più squarci profondi apri nel mio Cuore. Mi vuoi forse tu sorpassare? Anch'Io avrei voluto in Me tutte le pene delle creature. Era tanto l'amore mio verso le creature, che avrei voluto che nessuna pena le toccasse, ma questo non lo potei ottenere. Dovetti sottostare alla Sapienza e alla Giustizia del Padre, che, mentre mi permetteva di soddisfare in gran parte alle pene delle creature, per tutte le pene non volle la mia soddisfazione, e questo per decoro e per equilibrio della sua Giustizia.

La mia Umanità avrebbe voluto tanto soffrire, per poter mettere termine all'Inferno, al Purgatorio e a tutti i flagelli, ma la Divinità non volle e la Giustizia disse al mio Amore: "Tu hai voluto il diritto dell'Amore, e Ti è stato concesso; anch'io voglio i diritti della Giustizia".

Io Mi rassegnai alla Sapienza del Padre mio, la vidi giusta, ma la mia gemente Umanità ne sentiva la pena per le pene che toccavano alle creature. Nel sentire i tuoi lamenti di non poter patire, sento l'eco dei miei lamenti e corro a sostenere il tuo cuore per darti forza, sapendo quanto è dura tale pena. Ma sappi che questa è anche una pena del tuo Gesù":

Io mi rassegnai per amor di Gesù anche a non patire, ma lo strazio del mio cuore era acerbissimo, e nella mia mente giravano molte cose, specie su ciò che mi aveva detto sul Volere Divino. Mi pareva di non vedere in me gli effetti della sua parola; e Gesù benignamente ha soggiunto:

"Figlia mia, quando Io ti domandai se tu consentivi di voler far vita nel mio Volere, e tu accettasti dicendo "Dico di si, non nel mio volere, ma nel Tuo, affinché il mio abbia tutto il potere ed il valore di un 'si' di un Volere Divino", quel 'si' esiste ed esisterà sempre, come esisterà il mio Volere. Sicché la tua vita finì; la tua volontà non ha più ragione di vivere per sé stessa. Ed ecco perché ti dissi che, stando tutte le creature nella mia Volontà, a nome di tutta l'umana famiglia vieni a deporre ai piedi del mio Trono in modo divino i pensieri di tutti nella tua mente, per darmi la gloria di ciascun pensiero; nel tuo sguardo, nella tua parola, nella tua azione, nel cibo che prendi, anche nel sonno, le cose di tutti. Sicché la tua vita deve abbracciare tutto; e non vedi, quando qualche volta, oppressa dal peso della mia privazione, ti sfugge qualche cosa di ciò che fai e non unisci insieme tutta l'umana famiglia? Io ti richiamo, e se non Mi dai retta, afflitto ti dico: "Se non vuoi seguirmi, lo faccio da solo". La vita nella mia Volontà è vivere senza vita propria, senza riflessioni personali, ma è la Vita che abbraccia tutte le vite insieme. Sii attenta in questo e non temere."

23 Aprile, 1912 Volume 11
L’amore con cui Gesù ci ama è in ogni cosa dentro e fuori di noi, e ne vuole perfetto contraccambio. Per maggiormente obbligarci, giunge a permettere la colpa.

Trovandomi nel mio solito stato, per poco è venuto il benedetto Gesù e mi ha detto:

"Figlia mia, qualche volta permetto la colpa in qualche anima che Mi ama, (per) stringerla più forte con Me e per obbligarla a fare cose maggiori per la gloria mia, perché quanto più le dono — permettendo la stessa colpa per intenerirmi di più delle sue miserie e per maggiormente amarla (e) colmarla dei miei carismi, tanto più la astringo a fare cose grandi per Me. Questi sono gli eccessi del mio Amore.

Figlia mia, il mio Amore per la creatura è grande. Vedi come la luce del sole invade la terra? Se tu potessi fare di quella luce tanti atomi, in quegli atomi di luce sentiresti la mia voce melodiosa, (e) ti ripeterebbero (l’)uno presso l’altro: "Ti amo", "Ti amo", "Ti amo"..., in modo che non ti darebbero tempo a numerarli; resteresti affogata nell’amore, e difatti "Ti amo, Ti amo", ti dico nella luce che riempie il tuo occhio, "Ti amo" nell’aria che respiri, "Ti amo" nel sibilo del vento che percuote il tuo udito, "Ti amo" nel calore e nel freddo che sente il tuo tatto, "Ti amo" nel sangue che scorre nelle tue vene; "Ti amo", nel palpito del tuo cuore ti dice il mio palpito; "Ti amo", ti ripeto in ogni pensiero della tua mente; "Ti amo", in ogni azione delle tue mani; "Ti amo", in ogni passo dei tuoi piedi; "Ti amo", in ogni parola..., perché niente succede dentro e fuori di te se non concorre un mio atto di amore verso di te; sicché un mio "Ti amo" non aspetta l’altro. E i tuoi "Ti amo", quanti sono per Me?"

Io sono rimasta confusa. Mi sentivo assordata dentro e fuori ed a pieni cori dal "Ti amo" del mio dolce Gesù... E i miei "Ti amo" erano scarsi, così limitati, che ho detto:

"Oh mio amante Gesù, chi mai può farvi fronte?"

Ma di quello che ho, pare che non ho nulla di quello che Gesù mi faceva comprendere.

Poi ha soggiunto:

"La Divina Volontà, vera Santità, sta nel fare la mia Volontà e nel riordinare tutte le cose in Me. Come Io tengo tutto ordinato per la creatura, così la creatura dovrebbe ordinare tutte le cose per Me ed in Me: la mia Volontà fa stare in ordine tutte le cose."

2 Ottobre, 1913 Volume 11
Quando la volontà umana si unisce al volere divino, si forma la vita di Gesù nell’anima. Prendere la Divina Volontà è prendere tutto.

Continuando il mio solito stato, il benedetto Gesù si faceva vedere dentro di me, ma tanto immedesimato con me, che vedevo i suoi occhi nei miei, la sua bocca nella mia, e così del resto. E mentre così Lo vedevo, mi ha detto:

"Figlia mia, vedi l’anima che fa la mia Volontà, come M’immedesimo e Mi faccio una sola cosa con lei. Mi (faccio) vita sua propria, perché la mia Volontà è dentro e fuori di quell’anima. Si può dire che è come aria che essa respira, che dà vita in (lei) a tutto; come luce che fa vedere tutto e fa comprendere tutto; (come) calore che riscalda, che feconda e fa crescere; (come) cuore che palpita, (come) mani che operano, (come) piedi che camminano. E quando la volontà umana si unisce al mio Volere, si forma la mia Vita nell’anima."

Onde, avendo fatta la Comunione, stavo dicendo a Gesù: "Ti amo", e Lui mi ha detto: "Figlia mia, vuoi amarmi davvero? Dì: Gesù, Ti amo con la tua Volontà; e siccome la mia Volontà riempie Cielo e terra, il tuo amore Mi circonderà ovunque e il tuo "Ti amo" si ripercuoterà lassù nei Cieli e fin nel profondo degli abissi. Così, se vuoi dire "TI ADORO, TI BENEDICO, TI LODO, TI RINGRAZIO", lo dirai unita con la mia Volontà e riempirai Cieli e terra di adorazioni, di benedizioni, di lodi, di ringraziamenti, nella mia Volontà. Queste sono cose semplici, facili ed immense.

La mia Volontà è tutto, tanto che gli stessi miei attributi, che sono? Un atto semplice della mia Volontà. Sicché se la Giustizia, la Bontà, la Sapienza, la Fortezza, fanno il loro corso, la mia Volontà le precede, le accompagna, le mette in (atto) di operare; insomma, non si spostano un punto dal mio Volere. Perciò, chi prende la mia Volontà prende tutto, anzi può dire che la sua vita è finita, finite le debolezze, le tentazioni, le passioni, le miserie, perché in chi fa il mio Volere tutte le cose perdono i loro diritti, perché il mio Volere tiene il primato su tutto e diritto a tutto."

2 Aprile, 1921 Volume 12
Nella Divina Volontà l'anima fa verso Gesù tutto ciò che dovrebbero fare tutti. E Gesù dà a lei ciò che avrebbe dato a tutti.

La mia povera mente me la sento come stordita e mi mancano i vocaboli per mettere su carta ciò che sento. Se il mio Gesù vorrà che scriva, si benignerà di dire in parole ciò che infonde in me a via di luce. Onde ricordo solo che venendo mi ha detto:

"Figlia mia, Io sento in chi nella mia Volontà prega, ama, ripara, Mi bacia, Mi adora, come se tutti Mi pregassero, Mi amassero, ecc., perché, involgendo la mia Volontà tutto e tutti nel mio Volere, l'anima Mi dà il bacio, l'amore, l'adorazione di tutti, ed Io, guardando tutti in lei, le do tanti baci, tanto amore quanto ne dovrei dare a tutti.

Nella mia Volontà l'anima non è contenta se non Mi vede dare completato l'amore di tutti, se non Mi vede baciato, adorato, pregato da tutti.

Nella mia Volontà non si possono fare cose a metà, ma complete, ed Io non posso dare all'anima che agisce nel mio Volere cose piccole, ma immense, che possono essere sufficienti per tutti. Io faccio con l'anima che agisce nel mio Volere come farebbe una persona, che vorrebbe che un lavoro fosse fatto da dieci persone. Ora, di questi dieci uno solo si offre a fare il lavoro; tutti gli altri si rifiutano. Non è giusto che tutto ciò che vorrebbe dare a tutti e dieci lo dia ad uno solo? Altrimenti, dove sarebbe la diversità di chi agisce nel mio Volere e chi agisce nella sua volontà?"

29 Dicembre, 1923 Volume 16
Chi vive nella Divina Volontà è vincolato a Gesù con vincoli eterni e non deve farsi sfuggire nessuna delle sue opere e creature, per poter dargli il ricambio di amore per tutto e per tutti.

Stavo pregando e mi son trovata fuori di me stessa, dove c'era un Crocifisso gettato per terra. Io mi sono messa vicino per adorare e baciare le sue piaghe SS., ma mentre ciò facevo, il Crocifisso, facendosi vivo, ha schiodato le sue mani dalla Croce e si è avvinto al mio collo, stringendomi forte, forte. Io, temendo ancora che non fosse Gesù, cercavo di liberarmi da quelle strettezze; e Gesù:

"Figlia mia, perché vuoi fuggire da Me? Come, Mi vuoi lasciare? Non sai tu che tra Me e te c'è un vincolo eterno che ci lega insieme, e che né tu né Io possiamo disgiungerci, perché ciò che è eterno entra in Me e si rende inseparabile da Me? Tutti gli atti che abbiamo fatto insieme nella mia Volontà sono atti eterni, come è eterna la mia Volontà. Sicché tu hai del tuo in Me ed Io ho del mio in te; scorre in te una vena eterna che ci rende inseparabili, e quanto più continui e moltiplichi i tuoi atti nel mio Volere, tanto più prendi parte a ciò che è eterno. Quindi, dove vuoi andare? Io ti stavo aspettando, perché venissi a sollevarmi ed a liberarmi da questo luogo dove l'umana perfidia Mi ha gettato e con peccati nascosti e mali segreti Mi ha barbaramente crocifisso; perciò Mi sono avvinto a te, affinché Mi liberi e Mi porti insieme con te."

Io me L'ho stretto, L'ho baciato e mi son trovata insieme a Lui nella mia stanzetta, e vedevo tra me e Gesù che il mio interno era accentrato in Lui, ed il suo accentrato in me.

Dopo ho fatto la Santa Comunione, ed io secondo il mio solito stavo chiamando e mettendo tutte le cose create intorno a Gesù, acciò che tutte Gli facessero corona e Gli dessero il contraccambio dell'amore e degli omaggi al loro Creatore. Tutte sono corse alla mia chiamata, e vedevo a chiare note tutto l'amore del mio Gesù per me in tutte le cose create; e Gesù aspettava con tanta tenerezza d'amore nel mio cuore il contraccambio di tanto amore, ed io, sorvolando su tutto ed abbracciando tutto, mi portavo ai piedi di Gesù e Gli dicevo:

"Amor mio, mio Gesù, tutto hai creato per me e me lo hai donato, sicché tutto è mio, ed io lo dono a Te per amarti, perciò Ti dico in ogni stilla di luce del sole "Ti amo"; nello scintillio delle stelle "Ti amo"; in ogni goccia d'acqua "Ti amo". Il tuo Volere mi fa vedere fin nel fondo dell'oceano il tuo "Ti amo" per me, ed io imprimo il mio "Ti amo" per Te in ogni pesce che guizza nel mare; voglio imprimere il mio "Ti amo" nel volo d'ogni uccello; "Ti amo" dovunque, Amor mio. Voglio imprimere il mio "Ti amo" sulle ali del vento, nel muoversi delle foglie, in ogni favilla di fuoco, "Ti amo" per me e per tutti..."

Tutta la Creazione era con me a dire "Ti amo"; ma quando ho voluto abbracciare tutte le umane generazioni nel Volere Eterno, per fare prostrarsi tutti innanzi a Gesù, affinché tutti facessero il loro dovere di dire in ogni loro atto, parola, pensiero, "Ti amo" a Gesù, queste mi sfuggivano, ed io mi sperdevo e non sapevo fare. Onde l'ho detto a Gesù, e Lui:

"Figlia mia, eppure è proprio questo il vivere nel mio Volere, il portarmi tutta la Creazione innanzi a Me ed a nome di tutti darmi il contraccambio dei loro doveri. Nessuno deve sfuggirti, altrimenti la mia Volontà troverebbe dei vuoti nella Creazione e non resterebbe appagata. Ma sai perché non trovi tutti e molti ti sfuggono? E' la forza del libero arbitrio; ma però ti voglio insegnare il segreto, dove tutti trovarli: entra nella mia Umanità e vi troverai tutti gli atti loro come in custodia, per cui Io presi l'impegno di soddisfare per loro innanzi al mio Celeste Padre, e tu va' seguendo tutti gli atti miei, che erano gli atti di tutti; così troverai tutto e Mi darai il ricambio d'amore per tutti e per tutto. Tutto c'è in Me; avendo fatto Io per tutti, c'è in Me il deposito di tutto e rendo al Divin Padre il dovere dell'amore per tutto, e chi vuole se ne serve come via e mezzo per salire al Cielo."

Io sono entrata in Gesù e con facilità ho trovato tutto e tutti, e seguendo l'operato di Gesù dicevo: "In ogni pensiero di creatura ti amo; nel volo d'ogni sguardo ti amo; in ogni suono di parola ti amo; in ogni palpito, respiro, affetto, ti amo; in ogni goccia di sangue, in ogni opera e passo, ti amo..."

Ma chi può dire tutto ciò che io facevo e dicevo? Molte cose non si sanno dire; anzi quello che si dice, si dice molto male, da come si dicono quando si è insieme con Gesù... Onde dicendo "Ti amo", mi son trovata in me stessa.

18 Febbraio, 1924 Volume 16
Tutte le cose create hanno da parte di Dio per noi un unico "Ti amo", che allo stesso tempo è in ogni cosa distinto.

Stavo, secondo il mio solito, fondendomi nel Divin Volere, per trovare tutte le cose create e potervi dare il mio ricambio d'amore per me e per tutti. Ora, mentre ciò facevo, pensavo tra me: "Il mio Gesù dice che tutto ha creato per amor mio e per amore di ciascuno; e come ciò può essere, se io tante cose create neppure le conosco? Tanti pesci che guizzano nel mare, tanti uccelli che volano per l'aria, tante piante, tanti fiori, tanta varietà di bellezza che contiene tutto l'universo, chi li conosce? Appena in piccolo numero; quindi, se io neppure lo so, specie io, poi, che sto anni ed anni confinata in un letto, come può dire che tutte le cose create hanno l'impronta e il suggello del suo "Ti amo" per me?"

Ora, mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno, in atto di tendere le orecchie per ascoltarmi, e mi ha detto:

"Figlia mia, eppure è vero che tutte le cose create hanno ciascuna un amore distinto verso di te. E' pur vero che tu non tutte le conosci, ma ciò dice nulla, anzi ti rivela maggiormente l'amor mio e ti dice a chiare note che il mio "Ti amo" per te ti sta vicino e lontano, nascosto e svelato. Non faccio come le creature, che quando stanno vicino sono tutt'amore, ma non appena si allontanano si raffreddano e non sanno più amare. Il mio Amore è stabile e fisso; è tanto vicino quanto lontano, nascosto e segreto; ha uno stesso suono non mai interrotto: "Ti amo"...

Vedi, tu conosci la luce del sole, è vero; certo, tu ne ricevi la sua luce ed il suo calore per quanto ne vuoi, ma altra luce ti sopravanza, tanto da riempire tutta la terra. Se tu volessi più luce, il sole te la darebbe, ed anche tutta. Ora, tutta la luce del sole ti dice il mio "Ti amo", da vicino e da lontano; anzi come percorre la terra, così porta la sonatina del mio "Ti amo" per te. Eppure tu non conosci né le vie che percorre la luce, né le terre che illumina, né le persone che godono il benefico influsso dei raggi solari; ma mentre non conosci tutto ciò che fa la luce, tu stai in quella stessa luce, e se non la prendi tutta è perché ti manca la capacità di poterla assorbire in te; con ciò non puoi dire che tutta la luce del sole non ti dice "Ti amo", anzi fa più sfoggio d'amore, perché, come va invadendo la terra, va raccontando a tutti il mio "Ti amo". Come pure tutte le gocce d'acqua; tutte non le puoi bere e rinchiuderle in te; con ciò non puoi dire che non ti dicono "Ti amo". Sicché tutte le cose create, conosciute o non conosciute, tutta hanno l'impronta del mio "Ti amo", perché tutte servono all'armonia dell'Universo, al decoro della Creazione, alla maestria della nostra mano creatrice.

Io ho fatto come un Padre ricco e tenero, amante del suo figlio. Dovendo questi uscire dalla Casa paterna per prendere stato, il Padre prepara un sontuoso palazzo di innumerevoli stanze, dove ognuna contenga un certo che, che possa servire a suo figlio. Ora, siccome queste stanze sono molte, il figlio non sempre le vede, anzi alcune non le conosce, perché non gli ha successo nessuna necessità che abbia potuto servirsene; con tutto ciò, si può forse negare che in ogni stanza non ci sia stato un amore paterno speciale verso il figlio, avendo la bontà paterna provveduto anche a ciò che al figlio poteva non essere necessario? Così ho fatto Io. Questo figlio è uscito da dentro il mio Seno, e nulla ho voluto che gli mancasse, anzi ho creato tante svariate cose, e chi gode di una cosa e chi di un'altra, ma tutto ha un solo suono: "Ti amo"."

12 Novembre, 1937 Volume 35
Un atto fatto nella Divina Volontà ama Dio per ciascuno e gli dà ciò che la creatura è obbligata verso Dio. Chi vive nel mio FIAT ci dà l'occasione di ripetere le nostre opere in atto. Come Dio vuole operare a tu per tu. Il Ti Amo, gioiello di Dio.

Il Voler Divino continua ad inondarmi con la sua Luce, la quale sprigiona tale Potenza da formare tali prodigi negli atti della creatura, che si resta come rapita; si vede la Potenza Creatrice che racchiude tutto e fa tutto nel piccolo atto umano... O Potenza ed Amore della Divina Volontà, come sei insuperabile! La tua Potenza vince tutto, il tuo Amore dà dell'incredibile!

Ed il mio amabile Gesù, che vuol far comprendere i prodigi inauditi che può fare il suo FIAT Divino nella creatura, visitando la piccola anima mia mi ha detto:

"Figlia del mio Volere, le fiamme del mio Amore sono tante che Mi sento soffocare, e per dare un po' di sfogo al mio Amore che Mi brucia e Mi dà le smanie, ritorno a dire ciò che può fare la mia Volontà nella creatura. Per regnare deve conoscersi Chi sia, dove giunge il suo Amore, qual è la sua Potenza e che cosa può fare.

Ora ascoltami. Come la creatura Le dà la libertà di farla operare, Essa chiama la sua Immensità e Potenza e racchiude tutto e tutti in quell'atto, e la nostra Divinità SS. riceve in quell'atto l'amore di ciascuna creatura; sentiamo in quell'atto le voci e i palpiti di tutti i cuori, che Ci dicono: Vi amiamo, vi amiamo! Ci dà l'adorazione di ciascuno e ciò che sono obbligati verso il loro Creatore... Essa anima tutto, e sentiamo in quell'atto che anche il sole, il Cielo, le stelle e tutta la Creazione Ci dicono: Vi amiamo, Vi adoriamo, Vi glorifichiamo!

Sicché} da parte della nostra Volontà operante nella creatura riceviamo tutto, e per ciascuna il nostro Amore resta contraccambiato e la nostra Gloria completata.

Essa tutto può darci, sebbene se ne serve dell'atto della creatura; e presa d'amore verso chi L'ha fatto operare nel suo atto, dice: Tutto a te cedo, figlia mia; innanzi alla nostra Maestà Suprema ti faccio trovare che tu Ci hai amato per tutti e per ciascuno, che Ci hai dato la gloria e l'adorazione di tutti, che Ci hai fatto amare anche dal sole, dal Cielo... tutta la Creazione armonizzava, e le cose create dicevano tra loro "Amore, amore al nostro Creatore." Perciò cedo a te il merito di tutto: tutto è tuo.

La mia Volontà non sa né vuole operare se non racchiude tutto e non fa tutto."

Onde io son rimasta sorpresa e dicevo tra me: Possibile? Possibile tutto ciò? Ed il mio caro Gesù ha soggiunto:

"Figlia mia, non ti meravigliare. Un atto solo della mia Volontà è più grande del Cielo e della terra; la sua immensità non ha confini, la sua potenza non ha limiti, tiene nel suo proprio pugno tutto e tutti; quindi, nel suo operare ha un atto d'Amore infinito, che può dire per tutti amore; e dopo che ha amato per tutti, oh, quanto ne avanza! E poi, il nostro Amore è perfetto: prima amiamo Noi stessi, mettiamo al sicuro i nostri interessi, la nostra gloria, il nostro Amore, e poi scendiamo nelle creature ed amiamo in loro col nostro stesso Amore e Ci glorifichiamo con le nostre Opere... Chi è che non pensa prima a sé stesso? Quindi la nostra Volontà, tanto se opera in Noi, quanto se opera nelle creature, prima deve darci, di diritto, ciò che a Noi spetta e conviene, per tutti e per ciascuno, e poi le creature avranno a seconda delle loro disposizioni."

Dopo continuavo ad essere inondata dalle onde del Voler Divino, ma onde di Luce, zeppe di verità, d'amore, che vogliono far conoscere i suoi prodigi, la sua Potenza e che cosa vuol dare alla creatura. Ond'io seguivo gli atti suoi che fece nella Creazione per farli miei, per poter dire "Ciò che è di Gesù è mio". Ed il mio sempre amabile Gesù, ritornando, ha ripreso il suo dire e mi ha detto:

"Figlia della mia Volontà, come la creatura ritorna nelle nostre Opere per vagheggiarle, amarle e farle sue, così il nostro Amore Ci fa correre per andarle incontro, per ammetterla insieme con Noi e rinnovarle per essa sola, come se in atto ripetessimo le nostre Opere solo per lei. Quindi, accentriamo tutto il nostro Amore in essa, la nostra Potenza, le nostre gioie, gli stratagemmi e le follie d'amore che avemmo nel creare e mettere fuori tutta la Creazione. E nella nostra enfasi d'amore la guardiamo e la troviamo Cielo, e troviamo l'Amore che avemmo nel distendere la sua volta azzura; ritorniamo a guardarla, e troviamo la molteplicità delle stelle, che a ciascuna dà la sua voce per farci dire Ti amo, ti amo, Ti amo...; e queste voci di Ti Amo formano la più bella delle musiche celesti, ed è tanta la loro armonia ed il dolce suono che Ci forma da sentirci inebriati; e nella nostra ebbrezza le diciamo: "Figlia, quanto sei bella! Ci sei portatrice di gioie infinite; neppure quando il tutto fu creato ricevemmo queste musiche e gioie, perché mancava una creatura unita alla nostra Volontà che Ci facesse dire dalle opere nostre Ti Amo, Ti Amo, Ti Amo"...

A tale spettacolo d'amore rinnoviamo la creazione del sole, del vento, del mare, dell'aria, ed accentriamo in essa tutto l'amore e la nostra armonia divina che avemmo nel creare tutti questi elementi; ed oh, la nostra gioia, il ricambio d'amore che Ci dà, nel guardarla e trovarla Sole che brucia per Noi d'amore, vento che Ci soffia e geme d'amore, e che formando arcane voci d'amore Ci vorrebbe accerchiare col suo amore per dirci: Mi hai amato, e Ti amo; amore mi avete dato, e amore Vi do... E col suo mare Ci forma le onde impetuose; fino a giungere a darci aria d'amore per ogni respiro di creatura... Ci sentiamo ferire continuamente e venir meno dal suo amore.

Un'anima che vive nella nostra Volontà è tutta per Noi, Ci tiene sempre occupati, Ci ama sempre, ma col nostro Amore; ed ogni qual volta fa i suoi atti nel nostro FIAT, rinnoviamo le opere della Creazione, e per divertirci e amarla e farci amare, in ogni atto che fa Ce ne serviamo come materia per rinnovare le nostre diverse opere create; anzi, il nostro Amore non si contenta; vuole aggiungere di più, e crea nuovi prodigi di Grazia, fino a creare la nostra stessa Vita nell'amata creatura.

A Noi Ci piace molto l'operare a tu per tu, come se per lei sola facessimo tutto. Questo fa sorgere più amore verso di Noi, più stima, più apprezzamento verso di Noi, che tanto l'amiamo.

Onde, a seconda che si unisce, se si unisce nelle opere della Creazione, rinnoviamo le nostre opere della Creazione; se si unisce alle nostre opere della Redenzione, le rinnoviamo, e ripeto la mia nascita in atto, e guardandola trovo in essa la mia nascita e l'amore per cui nacqui, e Mi ama con quello stesso amore con cui nacqui sulla terra; e ti pare poco che Io trovi il mio Amore, che Mi fece nascere, piangere, patire, camminare, operare...? Ed insieme con essa, a tu per tu, ripeto la mia Vita quaggiù, ed il mio Voler Divino Mi fa amare da essa con quello stesso Amore come Io amai, quando stando sulla terra svolgevo la mia Vita Redentrice. Perciò il vivere nel mio Voler Divino è tutto per la creatura, e tutto per Noi."

Onde seguivo gli atti della Divina Volontà nelle Opere sue, e pensavo tra me: Quale sarà di più gloria di Dio: seguire gli atti della Creazione o della Redenzione? E Gesù, ritornando, ha soggiunto:

"Figlia mia, l'una e l'altra Mi sono sommamente gradite; però con questa differenza: nelle opere della Creazione, la creatura trova la nostra Maestà in festa, che se crea tante opere, il nostro scopo primario era che tutto doveva servire alla nostra Volontà regnante in essa, e tutte le cose create dovevano servire come deposito del suo ricambio d'amore, d'adorazione, di gloria verso di Noi. Tutte le cose create dicono l'Amore nostro verso le creature, ed essa, per mezzo di esse, doveva amare il suo Creatore.

Tu devi sapere che ognuno dei tuoi Ti Amo che nascondi nel sole, nel Cielo e nelle altre cose create, sono i nostri gioielli, e Noi li amiamo, li baciamo, li abbracciamo e Ci felicitiamo con essi: Ci sentiamo glorificati e contraccambiati per tutto ciò che abbiamo fatto. Credi tu che ai tanti tuoi Ti Amo, di cui hai investita la Creazione, Noi siamo indifferenti? Affatto! Li guardiamo uno per uno, e come nostri gioielli Ci danno la gioia che avemmo nella Creazione. Perciò fai continuare la nostra festa; e se questi Ti Amo non si veggono se non che da Noi soli, è perché essendo la nostra Volontà immensa anche nella Creazione, la sua Luce eclissa i tuoi Ti Amo, e gelosa Se li tiene nascosti nel suo seno. Succede come al sole, che essendo più grande la sua luce e più intenso il suo calore, non si veggono tutte le preziosità degli effetti che contiene, ma è certo che li possiede; tanto è vero, che se la sua luce tocca il fiore, gli dà il colore e dipinge come se fosse pittore la varietà delle bellezze dei colori, da formare il più dolce incanto alle umane generazioni; se tocca piante e frutti, dà la molteplicità delle svariate dolcezze e sapori...; questo dice che non è solo luce e calore, ma che altri beni nasconde nel suo seno di luce...

Tale è la creatura che vive nella nostra Volontà. come ama, adora, così Essa forma la bellezza dell'iride dell'amore di essa (la creatura) nelle sue opere, la varietà delle gioie e dolcezze dei suoi atti buoni, che gelosa nasconde nel suo seno. La mia Volontà è il nascondiglio dell'amore e di tutto ciò che la creatura fa in Essa, e forma il più bell'ornamento alle nostre Opere Divine ed il dolce incanto alle nostre pupille, ed è tanto il nostro compiacimento che lo mostriamo a tutta la Corte Celeste, per farli bearsi insieme con Noi. Quindi, non Ci può dare gloria più grande, che seguendo i nostri atti della Creazione, perché si unisce al nostro stesso scopo, s'intreccia col nostro Amore e sentiamo che bacia il nostro Amore, e Noi baciamo il suo e ne facciamo uno solo... Che gioia, che felicità, avere la creatura insieme con Noi ad amarci e a fare ciò che vogliamo fare noi!

Ora, nella Redenzione cambia lo scopo: è l'uomo colpevole, di cui andiamo in cerca. Nella Creazione tutto era festa; le nostre opere Ci sorridevano di gioia, d'amore, di gloria; invece nella Redenzione, pene, amarezze, lacrime, rimedi, medicine per risanare l'uomo... E la creatura, entrando nel nostro Volere, può investire coi suoi teneri e compassionevoli Ti Amo le mie pene, amarezze e lacrime, e nascondere i suoi gioielli del Ti Amo in esse; ed Io, baciando questi gioielli, non Mi sentirò solo, ma confortato, sostenuto, accompagnato da chi vive nel mio Volere. Nei gioielli dei suoi Ti Amo troverò chi Mi asciuga le lacrime, chi divide con Me le mie pene, chi Mi difende... Perciò, sempre nella mia Volontà ti voglio; così, o in festa o in pena, ti terrò sempre con Me."